12/10/2026
Ierdomenica a Forni di Sopra era giorno del Pardon dal Rosari, che sarebbe qui la Festa del Ringraziamento, nonché la Festa dei Lustri Matrimoniali, e questa è una tradizione tenuta in questa Carnia del Tagliamento, dopo la Messa Granda mattutina alla Parrocchiale di Santa Maria Assunta c’è la Processione per il paese con la Statua della Madonna del Rosario, e una gran partecipazione, e però noi non abbiamo partecipato, mica per un rifiuto del Sacro che invece da sempre studiamo (studiamo anche Dioniso), il fatto è che avevamo raggiunto gli artisti già qui in Residenza il pomeriggio del sabato, perché al mattino di domenica aprivamo le danze di Pineland Play, e difatti l’abbiamo aperte.
E’ questa la prima giornata pubblica di talk, confronto e discussioni esplorative rispetto alle (vaste) risorse, ambientali e culturali, di cui dispone il paese, e della rigenerazione possibile di alcune sue strutture emergenti sommerse, Pineland e l’ex Colonia Oda tra queste; codesti son due oggetti storicamente problematici con un potenziale intatto, che si vorrebbe ribaltare verso una visione d’utilizzo sensata, e forse diversa da quella che ti aspetti.
Ieri è stata dunque la prima giornata a Forni tra quelle che verranno, ma non in assoluto. Qua infatti conosciamo e stimiamo molte brave persone sin dal 2013, quando avviammo il programma triennale di “Paesaggi Contemporanei”, che ci legarono al paese e ai suoi abitanti, costruendo le prime relazioni strutturanti, umane e sociali e di simpatia culturale.
Poi per anni siamo andati nel mondo e nelle Dolomiti per altri siti, ma da Forni siamo sempre ripassati, e ora siamo tornati con una prospettiva di ricerca e lavoro pluriennale, che vedrete fiorire, e che ci farà fare molte cose qui, insieme al Comune, alla Regione, alle aziende e imprese con cui collaboreremo, alle Università ed ai partner, sempre cantiere, tutto in costruzione, l’obiettivo è smuovere e produrre, non stabilizzare, e così via.
E dunque ieri, alle 10.00, abbiamo raccolto le persone rivate a Forni, tempo buono e gnente freddo, così come previsto siamo andati a visitare ancora Pineland e il Castello di Saquidic, il nostro Pellegrinaggio a queste laiche chiese silenti, lasciate a riposare, mica profanate dall’abbandono, abbandono che non temiamo, perché costituisce una buona base di partenza: per cambiare. Temiamo piuttosto i siti mal riconfigurati, traditi nella ripresa, quante bancarelle private travestite da Patrimonio, e qui questo non è accaduto, e la visione sul Bene è di certo pubblica, nessuna trivialità di marketing né l’ennesima deprimente prospettiva di ridestinazione.
Ai piedi della Dolometta imboscata, dove la sera prima Michele Bazzana aveva fatto ‘balzare un’altra volta le proprie elastiche molle, in un ennesimo appunto meccanico che proiettava ombre intetre sulle ombre resistenti, così ispirandoci la luce e il movimento d’una fantasmatica architettura rianimata, abbiamo introdotto i temi della ripresa e rigenerazione del Patrimonio di Forni, e la riflessione su Marcello d’Olivo e le sue organiche tracce cementizie incompiute qui, assai stimolanti per tutti noi. Alle volte una cosa non completa, e lì lasciata a interrogare, è meglio di un’opera conclusa, dipende da come usi quella conclusa, e da cosa riesci ad immaginare traverso quella inconclusa, il cui stato (interrotto o risorgivo?) consente di IMMAGINARE un sacco di possibilità, che è quel che va fatto a meno che tu non voglia affidarti gli influencer, che vengono chiamati da chi è disperato, non ha idee né lumi d’approfondimento, ma fini meschini o bassini, oppure, diciamo, alte pochezze (questo qua è tipico di chi non sa nulla di montagna ma si ostina a venirci: ecco gli addivenuti inadeguati).
Michele Bazzana, Caterina Perego, Gabriele Bianchi e Martina Ferrari, Marina Ferretti, hanno raccontato, senza il supporto delle immagini, l’inizio dei propri percorsi artistici a Forni, che si svilupperanno, organicamente anch’essi e per fasi, a tornare, a ve**re, a ve**re. Ci siamo posti domande, poi alcune persone che ci han raggiunto a sopralluogo iniziato ci han detto che un simpatico signore, proprietario dell’unica villetta boliviana qui realizzata, li aveva indirizzati a noi, loro un poco spersi, ma belli tranquilli e sorridenti. Quel signore è Degano, gentile e accogliente, sulla camicia di flanellona a quadri la F1 e l’A.N.A., era un pezzo che volevamo visitare la sua casa, sempre fotografata dall’esterno da Teresa (e Carlotta; e Chiara), e lui ci ha aperto subito le porte, Viva gli Alpini, ospitale e ben memore, ci ha contato un sacco di storie belle, cavato fuori foto e materiali d’allora, una splendida visita, lo ringraziamo, l’abbiamo ringraziato e gli abbiamo dato appuntamento al pomeriggio, che alle 14 iniziavamo i talk seduti.
Ma eran le 13.00, quindi ci siamo fermati nei paraggi della Chiesa, dove, tendone e panche, si svolgeva il pranzo comunitario, LIGHT A. FAN COOL (cit., Party Animals). Stretto mani e ingaggiato brevi vinazzanti cordiali ammicchi e dialoghi rapsodici tra l’armonica ed i canti, il cibo tutto buonissimo, le donne di Forni formidabili, un pò stracche ma non troppo e felici, noi abbiamo scherzato con Adelia Cella, Sandra Marta, Daniele Pilosio, tra le altre: qua ci tengono a tenersi, e conservano il nervo vivo del dialogo tra persone, c’eran tutti là, e ognuno o quasi abbiamo invitato ai talk, e tutti ne erano già informati, proprio perché parlano e sono attenti alle proprie cose e non dormono, e noi avevamo comunicato e scritto, e loro ricevuto e letto.
Alle 14.00 eravamo alla sale Dolomiti Incontri, già perlustrata la sera prima con Luciano di Donatella (gentile Luciano, con Donatella discutiamo da anni, come con Timilin, che però era a Udine dai nipoti “e comanda la femmina”, Timilin ci ha comunicato questo assetto gerarchico la sera prima al Varmost, dove masticavamo la pizza nella scenografia alpininnola), e abbiamo cominciato a dialogare coi relatori e coi fornesi. Il Sindaco Gino Coradazzi, ci ha accolti e salutati, presentando l’idea, e la volontà, della collaborazione. Poi ha parlato Pierpaolo Zanchetta, Servizio Biodiversità della Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Dolomiti Unesco, che era con Francesco Dainese. Zanchetta ha ricordato che l’azione di DC sta nei Dolomiti Days, e che Pineland Play sta in Diffuso Connesso, che è il programma di collegamento ed espansione della pratica DC nelle Dolomiti friulane e nel Mondo. Poi abbiamo innescato il dialogo tra i Presidenti: G. D’Incà Levis, Presidente Onorario di DC (?!), naturalmente, ha introdotto Paolo Fantoni, Presidente effettivo di Fantoni Spa. e vicepresidente di Federlegno, e Marino De Santa, Presidente di Legnolandia Group. Paolo e Marino sono due uomini d’esperienza e di capacitò comprovata, le loro aziende note e attive da molto tempo, in Italia e nel mondo. Sono anche due gentiluomini, amano il lavoro ben fatto e il territorio. Entrambi hanno fornito spunti assai interessanti rispetto ai temi della rigenerazione e del rapporto tra territorio, cultura, azienda, formazione. Paolo Fantoni ci ha ricordato cosa Fantoni potè realizzare a Corte di Cadore con Edoardo Gellner, e poi, sempre negli anni ’50, con Enrico Mattei ed Eni sulla rete delle Autostrade d’Italia, che si sviluppava allora, come tutta l’Italia della gran crescita, e quindi negli 80 Motel Agip. Un racconto eccezionale, non relegato al passato, ricco di sprazzi e proiezioni verso il futuro, dell’uomo e dell’azienda, la visione in avanti è quel che ci vuole, se non vuoi coltivar sole memorie. Anche gli spunti di Marino De Santa sono stati molto buoni, e le sue aperture e la sua fiducia nei confronti delle alleanza trasversali, a favore della protezione e valorizzazione del territorio, e del suo sviluppo, ci riempie di responsabile gioia del fare, insieme. Marino ha raccontato quanto impattò l’empasse di Pineland sul territorio, e anche sulle imprese di famiglia, aggiungendo altre tessere a questo racconto doliviano che dipaniamo; la fiducia sua, del Sindaco, dei paesani che sono intervenuti nel dibattito durante la conferenza, in DC quale strumento della riscossa, generano sensazioni molto belle, insieme alla possibilità effettiva di una concreta collaborazione intelligente. A Forni DC non progettarà cultura per servirla al Comune. Lavorerà con il Comune, il Sindaco, le persone, i paesani, le aziende, la Regione, per provare a creare una cosa che non c’è, e alla quale daremo costrutto attraverso molto lavoro e condivisione, e reti, interne ed esterne, che una cosa che stiamo già facendo è connettere Forni al Resto, non ai resti.
Mattia Marzaro è architetto, insegna all’Università di Trieste, Architettura, Culture del Progetto e dell’Interno architettonico, collabora con DC da quattro anni. Quest’anno il suo Corso è dedicato a D’Olivo, e al Caregon di Pineland ( ). Il lavoro di Mattia con gli studenti è sempre esemplare, chiaro, giusto, e pratico. Con lui e coi suoi studenti andremo a visitare lo stabilimento di Fantoni ad Osoppo a novembre: bisogna entrare nelle buone aziende, nutrirci i discenti, e collaborare con loro nella realizzazione di “viti storte”, per raddrizzare un pò le creatività trasformatrici, che sono una cosa diversa dal prodotto di serie.
Dopo l’intervento di Marzaro, hanno ripreso la parola gli artisti, Michele, Caterina, Martina, Gabriele, Marina, raccontando ancora delle loro idee germinanti, e dello stato a cui si trovano i propri appunti, progetti, idee, produzioni. Quindi Donatella ha infuocato un poco il dibattito in sala: come non ringraziarla sempre della sua fiamma e benzina. Il resto lo scoprirete poi, è stata una giornata piena e forte, come una pianta che cresce su un cemento, verso sera gli ultimi aperitivi d’autunno nel fresco, poi ognuno via per una diversa via, con la certezza di ritrovarci qui, a tracciare quella comune, perbacco, avanti e mandi.
Teresa De Toni ha condotto la giornata con noi, e c’era anche Diletta Bellegante, staff Dc presente, come presenti diversi altri artisti bravi e amici di DC, che sono a saran con noi qui nelle prossime fasi, coi propri ingegni e sensibilità, tutti bellissimi, assai necessari.
Le foto sono di Teresa De Toni