01/06/2026
C’è un filo rosso che unisce le modelle degli anni ’90, la body positivity degli anni Duemiladieci e l’era Ozempic: il corpo come luogo di giudizio, ansia e correzione. Oggi la vecchia "prova costume" non è sparita, ha solo cambiato forma: è diventata farmacologica.
La nuova infografica dell'Università Niccolò Cusano scatta una fotografia lucida e aggiornata su questo fenomeno, tra salute, pressione sociale e fragilità psicologiche.
I dati su cui riflettere:
📈 Il boom dei farmaci: In Italia i consumi privati di farmaci GLP-1 per perdere peso sono cresciuti del 78,7% (Dati AIFA). La fame diventa mercato e la sazietà un prodotto.
❌ Il peso del giudizio: Il 71,1% degli italiani non si sente a proprio agio con il proprio corpo e il 75% delle donne esprime un forte senso critico verso la propria immagine.
📱 L'effetto social: Il 22,36% dei minori mostra già segnali di disturbi alimentari. Se negli anni '90 il confronto con modelli irrealistici avveniva sulle riviste una volta al mese, oggi il feed dello smartphone è infinito.
Nel 2026 la vera sfida non è demonizzare la medicina, ma impedire che la salute venga confusa con la performance estetica.
Proprio per questo, Unicusano si impegna a formare – attraverso i percorsi in Psicologia, Sociologia, Scienze Motorie e i Master in Nutrizione Clinica – professionisti capaci di guardare oltre la superficie, distinguendo la cura dal bisogno di apparire.
👉 Scopri l'analisi completa e naviga l'infografica qui:
Punture dimagranti, corpi da copertina e nuova ossessione per la magrezza: dati e tendenze sull’era Ozempic.