02/06/2026
Oggi ricorrono gli 80 anni della Repubblica Italiana. Il 2 giugno 1946 il nostro Paese rinasceva dalle macerie di oltre vent’anni di dittatura fascista.
Fu una giornata storica: per la prima volta, il suffragio fu davvero universale. Le donne italiane ottennero finalmente il diritto di voto, esercitando una cittadinanza piena e diventando protagoniste cruciali della ricostruzione del Paese. Quel voto cancellò il silenzio imposto dal regime e diede inizio a una nuova era di diritti.
Il 2 giugno 1946 non si scelse soltanto la forma dello Stato; in quella stessa giornata venne eletta anche l’Assemblea Costituente, incaricata di redigere la Carta costituzionale. Alla sua elaborazione contribuirono le diverse culture politiche che avevano preso parte alla liberazione del Paese e alla costruzione della nuova Italia repubblicana. Una sola ne rimase esclusa: quella fascista, responsabile di aver soffocato le libertà, perseguitato gli oppositori e trascinato l’Italia nella stagione più drammatica della sua storia contemporanea.
Dalla Costituzione nacque una Repubblica fondata sulla democrazia, sulla solidarietà e sull’uguaglianza. Una Repubblica che riconosce la dignità di ogni persona e non lascia indietro nessuno; una Repubblica aperta al pluralismo politico, culturale e religioso; una Repubblica che ripudia la guerra dopo le devastazioni causate dal fascismo; una Repubblica che rifiuta il razzismo e ogni forma di discriminazione; una Repubblica che tutela il confronto democratico e la partecipazione di tutte e di tutti.
Vi rispondiamo dunque con una frase che il partigiano e padre fondatore dell’Italia Vittorio Foa ha rivolto al missino, fascista ed esponente del movimento sociale italiano Giorgio Pisanò:
“Se aveste vinto voi io sarei ancora in galera, invece abbiamo vinto noi, e tu sei senatore della Repubblica”
In una parola: una Repubblica antifascista.
Viva l’Italia. Viva la Repubblica. Viva la Repubblica antifascista.