12/08/2026
𝗟𝗲 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗱𝗶𝗼𝘃𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗺𝗼𝗱𝗼: 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼?
In Svizzera, le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte, ma in caso di infarto le donne chiedono aiuto in media circa 40 minuti più tardi degli uomini, e in alcuni casi anche fino a dodici ore dopo l’esordio dei sintomi. Il motivo principale risiede nei sintomi: per decenni il quadro clinico "classico" è stato descritto su parametri prevalentemente maschili, mentre nelle donne l'infarto si manifesta spesso con segnali più sfumati come nausea, stanchezza improvvisa o affanno, rendendo la diagnosi tempestiva più complessa.
Come racconta l'articolo di Maria Grazia Buletti su Azione, la medicina di genere sta finalmente portando alla luce queste differenze fondamentali. Non si tratta solo di anatomia o di forme specifiche come l'infarto a coronarie non ostruttive (MINOCA), ma anche di fattori di rischio legati alla salute riproduttiva e persino di barriere socioculturali che condizionano i primi soccorsi.
Iniziative innovative come il Polo di salute cardiovascolare per la donna nato a Ginevra e le iniziative promosse in Ticino, come quella dell’Istituto Cardiocentro Ticino, che conduce attività di ricerca nella s*x and gender cardiology, o quelle di SUPSI e USI, che promuovono formazione e ricerca sulla medicina di genere, ne sono un esempio chiaro. Pur trattandosi ancora di iniziative prevalentemente accademiche, dimostrano quanto sia cruciale integrare la prospettiva di genere nella pratica quotidiana. Riconoscere queste peculiarità è un passo indispensabile per garantire diagnosi più rapide e cure davvero eque per tutti.
📖 𝐴𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝐺𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 𝐵𝑢𝑙𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑢 𝐴𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒:
La medicina di genere aiuta a migliorare diagnosi e riconoscimento delle malattie cardiovascolari femminili