05/06/2026
Incredibile. Incredibile ma vero.
Ci credete che i tappeti e le raffigurazioni di queste foto sono stati realizzati con piante, fiori o parti di essi?
Siamo a Patù, in provincia di Lecce, dove domani sera e per tutta la notte quasi tutti i 1648 abitanti di questo piccolo comune parteciperanno all'annuale progetto dell'Infiorata del Corpus Domini. Per realizzare immagini fatte soprattutto di fiori, per circa 300 metri nel centro del paese. L’Infiorata di Patù viene realizzata raccogliendo già da febbraio i fiori delle specie spontanee.
Da un recente contributo pubblicato sul Notiziario della Società Botanica Italiana riprendiamo una parte esplicativa: “La realizzazione delle infiorate richiede esperienza, conoscenza delle piante, del loro ciclo biologico, delle loro proprietà, degli habitat, della raccolta, conservazione ma anche senso artistico e conoscenza approfondita dei soggetti che si vogliono realizzare”.
La collega Rita Accogli sta portando avanti “una ricerca che si propone di analizzare le specie botaniche impiegate per la realizzazione delle Infiorate, le parti utilizzate, il tempo e il luogo di raccolta. (..) Lo studio evidenzia che alla raccolta delle piante segue la fase di "spetalatura" (separare minuziosamente i petali dal calice o, nel caso delle Asteracee, i fiori ligulati dal resto del capolino), di divisione e separazione delle foglie, dei frutti, dei semi, che vengono messi ad essiccare separatamente ed in condizioni tali da mantenerne il più possibile la colorazione originaria. La scelta delle specie, la conoscenza delle parti utili, la loro ricerca, identificazione e raccolta rappresentano uno strumento didattico di notevole interesse per la comunità tutta che acquisisce conoscenze botaniche e ambientali e potenzia nei giovani la conoscenza e il rispetto per l'Ambiente.”
Per approfondire: Accogli R.A., Don G. Marzo, Garofalo R., Tommasi F., 2025. Infiorate di Patù. La flora spontanea che si fa arte. Notiziario della Società Botanica Italiana, 9(2):55-74.
Foto di Rita Accogli e Rita Garofalo