Biodiverso

Biodiverso Biodiversità delle specie orticole della Puglia (BiodiverSO) Il progetto e questa pagina sono stati coordinati dal prof.

In questa pagina presentiamo dal 2013 alcune pillole di agrobiodiversitå e i risultati di più semplice divulgazione del progetto integrato "Biodiversità delle specie orticole della Puglia" finanziato dall'Unione Europea ai sensi della Misura 10.2.1 PSR Puglia 2014-2020, “Progetti per la conservazione e valorizzazione delle risorse genetiche in agricoltura”. Pietro Santamaria del Dipartimento di Sc

ienze Agro-Ambientali e Territoriali dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Nel 2022 la Regione Puglia, con lo stesso PSR, ci ha finanziato altri due progetti: "Biodiversità delle Specie Orticole da frutto pugliesi" (BiodiverSO Karpos) e "Biodiversità delle Specie Orticole non da frutto pugliesi" (BiodiverSO Veg).

Uno chef stellato e un seed saver non da meno salgono in cattedra per raccontare la loro esperienza "Dal campo alla tavo...
06/06/2026

Uno chef stellato e un seed saver non da meno salgono in cattedra per raccontare la loro esperienza "Dal campo alla tavola: il recupero delle varietà fuori mercato attraverso l’innovazione gastronomica".
Il seminario è organizzato nell’ambito dell’insegnamento “Prodotti orticoli tradizionali e innovativi” - Corso di Laurea in “Scienze per la valorizzazione del patrimonio gastronomico”.

Incredibile. Incredibile ma vero.Ci credete che i tappeti e le raffigurazioni di queste foto sono stati realizzati con p...
05/06/2026

Incredibile. Incredibile ma vero.
Ci credete che i tappeti e le raffigurazioni di queste foto sono stati realizzati con piante, fiori o parti di essi?
Siamo a Patù, in provincia di Lecce, dove domani sera e per tutta la notte quasi tutti i 1648 abitanti di questo piccolo comune parteciperanno all'annuale progetto dell'Infiorata del Corpus Domini. Per realizzare immagini fatte soprattutto di fiori, per circa 300 metri nel centro del paese. L’Infiorata di Patù viene realizzata raccogliendo già da febbraio i fiori delle specie spontanee.
Da un recente contributo pubblicato sul Notiziario della Società Botanica Italiana riprendiamo una parte esplicativa: “La realizzazione delle infiorate richiede esperienza, conoscenza delle piante, del loro ciclo biologico, delle loro proprietà, degli habitat, della raccolta, conservazione ma anche senso artistico e conoscenza approfondita dei soggetti che si vogliono realizzare”.
La collega Rita Accogli sta portando avanti “una ricerca che si propone di analizzare le specie botaniche impiegate per la realizzazione delle Infiorate, le parti utilizzate, il tempo e il luogo di raccolta. (..) Lo studio evidenzia che alla raccolta delle piante segue la fase di "spetalatura" (separare minuziosamente i petali dal calice o, nel caso delle Asteracee, i fiori ligulati dal resto del capolino), di divisione e separazione delle foglie, dei frutti, dei semi, che vengono messi ad essiccare separatamente ed in condizioni tali da mantenerne il più possibile la colorazione originaria. La scelta delle specie, la conoscenza delle parti utili, la loro ricerca, identificazione e raccolta rappresentano uno strumento didattico di notevole interesse per la comunità tutta che acquisisce conoscenze botaniche e ambientali e potenzia nei giovani la conoscenza e il rispetto per l'Ambiente.”

Per approfondire: Accogli R.A., Don G. Marzo, Garofalo R., Tommasi F., 2025. Infiorate di Patù. La flora spontanea che si fa arte. Notiziario della Società Botanica Italiana, 9(2):55-74.

Foto di Rita Accogli e Rita Garofalo

Ed ecco il Merletto della regina Anna, cioè l'infiorescenza della carota selvatica. Questa specie spontanea la possiamo ...
04/06/2026

Ed ecco il Merletto della regina Anna, cioè l'infiorescenza della carota selvatica. Questa specie spontanea la possiamo ammirare già da qualche settimana, negli incolti e lungo i bordi stradali. È molto comune. Si distingue per portamento e bellezza. Il nome botanico è Daucus carota subsp. carota, ma gli inglesi hanno saputo rendere onore a questa specie selvatica chiamandola con un nome ben più romantico: Queen Anne’s Lace (Il pizzo o il merletto della regina Anna).
La Regina Anna, preparando un pizzo si punse un dito, dal quale uscì una goccia di sangue che ne colorò di rosso una piccola parte. E un piccolo fiore sterile, rosso, al centro dell’infiorescenza, ne serba il simbolo e la memoria.
Anna fu la prima sovrana del Regno di Gran Bretagna e questa pianta con i suoi fiori bianchi e piccoli forma la trama di un merletto. Raccoglietela e usatela in una composizione di fiori e, perché no, di frutta e ortaggi. Osservatene i particolari: scoprirete di avere raccolto un frattale a spirale.

’sLace

Ma voi avete giocato con questa pianta spontanea? Ne avete fatti di baffi, vero? Era uno dei giochi preferiti quando era...
03/06/2026

Ma voi avete giocato con questa pianta spontanea? Ne avete fatti di baffi, vero? Era uno dei giochi preferiti quando eravamo bambini, forse con i baffi ci sembrava di essere finalmente grandi.
Il nome di questa pianta della famiglia delle Poaceae è Lagurus ovatus L., che significa coda di lepre. L'infiorescenza è conica e molto morbida. Infatti, è sufficiente unire due infiorescenze a V per ottenere dei baffi perfetti da mettere sotto il naso.
Questa pianta cresce in luoghi secchi e caldi, lungo le coste e sui sentieri aridi. È perfetta per essere essiccata e decorare la casa con i fiori essiccati, al naturale oppure colorati in tinte pastello o in colori più accesi.
Ci sono molti termini dialettali con cui viene chiamata questa pianta per via delle pannocchie morbide con lunghi filamenti quasi invisibili. In Salento, sono chiamati “musci”, cioè gatti.

La Festa del 2 giugno ci consente di riflettere su alcuni valori fondanti della nostra Repubblica: libertà, diritti e de...
02/06/2026

La Festa del 2 giugno ci consente di riflettere su alcuni valori fondanti della nostra Repubblica: libertà, diritti e democrazia. Per farlo vi segnaliamo una pianta tipica del nostro Paese: il corbezzolo. Grazie ai colori che assume in autunno, il corbezzolo è considerato un simbolo del Tricolore: i suoi colori sono uguali a quelli della bandiera nazionale. Buona libertà, buoni diritti e buona democrazia a tutti/e.

Sapete perché la menta in bocca fa sentire freddo?Il corpo umano usa il sensore biologico Trpm8 (una proteina che si tro...
01/06/2026

Sapete perché la menta in bocca fa sentire freddo?
Il corpo umano usa il sensore biologico Trpm8 (una proteina che si trova sulle membrane delle cellule nervose di pelle, bocca e occhi) in risposta al freddo.
Quando la temperatura scende sotto i 28 °C questa proteina si apre e fa entrare ioni nel neurone che innescano la sensazione di freddo. Trpm8 non si abitua allo stimolo, continua a funzionare durante l'esposizione al freddo ed evita il rischio di congelamento.
Trpm8 interviene anche quando consumiamo menta. La struttura di Trpm8 si aggancia al mentolo, l’alcol terpenico presente nelle foglie. Il mentolo apre il sensore e produce la sensazione di freddo, che però svanisce poco dopo, perché la saliva rimuove poi la menta dai sensori.

In campagna con il pallottoliere?Mio padre, che ha 84 anni, è sempre stato abile nel far di conto, nonostante non abbia ...
31/05/2026

In campagna con il pallottoliere?

Mio padre, che ha 84 anni, è sempre stato abile nel far di conto, nonostante non abbia completato la seconda elementare per colpa di Lalluccio, quel maestro terribile che gli dava le bacchettate sulle mani se scriveva troppo sottile o, poco dopo, perché scriveva troppo spesso. Per questo mio padre abbandonò la scuola e si dedicò soltanto al lavoro in campagna.
La matematica è fondamentale per gli agricoltori. Soprattutto l’aritmetica.
Durante l’infanzia ho imparato a conoscere il significato di cottimo (a sette anni ho ricevuto la mia prima paga per la raccolta delle olive in un piccolo paniere), mentre più tardi, quando a Mola si diffuse la coltura del ca****fo, ho imparato il modo in cui contare i carciofi raccolti. Ne raccoglievamo migliaia e migliaia in un giorno (soprattutto la domenica, quando non andavo a scuola e potevo/dovevo aiutare mio padre…): dopo averli raccolti e accumulati in prossimità del mezzo che li avrebbe trasportati in paese, al magazzino, ci disponevamo intorno al cumulo di carciofi e ognuno di noi (mio padre, io e uno o più amici di mio padre, a seconda della quantità di carciofi da raccogliere) contava ad uno ad uno i carciofi. Per evitare errori e confusione, ogni volta che contavamo 100 carciofi ne mettevamo da parte uno e così alla fine moltiplicavamo per 100 il numero dei carciofi messi da parte.
Un altro stratagemma per contare e non sbagliare lo adottavamo per verificare che ci avessero venduto il numero esatto di viaggi di terra per aumentare il franco di coltivazione. Era una pratica molto diffusa negli anni Settanta del secolo scorso… I camion scaricavano il terreno e ripartivano per ripetere lo stesso tragitto finché non raggiungevano il numero di viaggi concordato. Ma come potevamo fare per controllarli senza stare ad aspettarli e a contarli uno alla volta? Alla fine delle consegne, prendevamo un numero di legnetti e ad uno ad uno li mettevamo in cima ai cumuli di terreno. Non si poteva sbagliare: i cumuli avevano più o meno la stessa altezza e le bacchette di legno facevano da antenna su ognuno di essi. I conti tornavano.
È importante la matematica. In famiglia abbiamo continuato ad avere una predilezione per la matematica; mia sorella la insegna a scuola con straordinaria capacità, io ho imparato da mio padre l’abilità di stimare la produzione lorda vendibile (lui è stato sempre un abile mediatore, tanto da lavorare nelle compravendite, soprattutto di uva) e mio figlio promette davvero bene…

Fonte: SANTAMARIA P., 2015. In campagna con il pallottoliere? In: Racconti Raccolti (a cura di Santamaria P.). Eco-logica editore, Bari, Italy, 22-23. ISBN 978-88-909289-1-8.

30/05/2026

Semi di idee.
Germogli di confronto.
Piante che continuano a crescere.

"Le parole del cibo", la rassegna che Terra! realizza ogni anno a Bari in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ha portato persone, esperienze e prospettive diverse per parlare di biodiversità, diritti, agroecologia e futuro dei sistemi alimentari.

Quello che resta sono le connessioni costruite, le domande aperte e la consapevolezza che il cibo riguarda il modo in cui scegliamo di abitare il mondo.

Grazie a chi ha partecipato, agli ospiti che hanno condiviso il proprio sguardo e a tutte le persone che hanno reso possibile questa edizione. 🌱

Oggi saremo a Morciano di Leuca e presenteremo e regaleremo il Nuovo Almanacco BiodiverSO (edizione 2026), fino ad esaur...
30/05/2026

Oggi saremo a Morciano di Leuca e presenteremo e regaleremo il Nuovo Almanacco BiodiverSO (edizione 2026), fino ad esaurimento della scorta. Di seguito il comunicato diffuso da Casa delle Agriculture.

𝗦.𝗖.𝗜.𝗔.𝗥.𝗗.𝗜𝗡.𝗨. | 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗘𝗥𝗔𝗧𝗔 𝗧𝗥𝗔 𝗢𝗥𝗧𝗜, 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗧À: 𝗨𝗡 𝗔𝗟𝗧𝗥𝗢 𝗖𝗜𝗕𝗢
Sabato 30 ci ritroviamo nell’orto urbano di Morciano di Leuca per la restituzione pubblica e la chiusura del secondo modulo di “Social Gardening”, dedicato all’agricoltura sostenibile e rigenerativa.
𝗦.𝗖.𝗜.𝗔.𝗥.𝗗.𝗜𝗡.𝗨. nasce come evoluzione di F.I.C.H.E.T.O. e spazio di cucitura tra area urbana e campagna, tra comunità e paesaggio, tra pratiche agricole e possibilità future.
Dopo mesi di lezioni, lavoro nei campi, orti condivisi, biodiversità e pratiche collettive, ci incontreremo per attraversare insieme questo pezzo di percorso e consegnare gli attestati alle corsiste e ai corsisti del secondo modulo.
Dalle 18 in poi:
𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘𝗡𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗚𝗜𝗔𝗥𝗗𝗜𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔'
𝗨𝗡 𝗔𝗟𝗧𝗥𝗢 𝗖𝗜𝗕𝗢 – “𝗔𝗟𝗠𝗔𝗡𝗔𝗖𝗖𝗢 𝗕𝗜𝗢𝗗𝗜𝗩𝗘𝗥𝗦𝗢” con l’équipe BiodiverSO coordinata dal prof. Pietro Santamaria
𝗖𝗛𝗜𝗨𝗦𝗨𝗥𝗔 𝗦𝗘𝗖𝗢𝗡𝗗𝗢 𝗠𝗢𝗗𝗨𝗟𝗢 𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗟 𝗚𝗔𝗥𝗗𝗘𝗡𝗜𝗡𝗚 e consegna degli attestati alle e ai corsisti
𝗦𝗛𝗢𝗪𝗖𝗢𝗢𝗞𝗜𝗡𝗚 𝗘 𝗔𝗣𝗘𝗥𝗜𝗧𝗜𝗩𝗢 𝗕𝗜𝗢𝗗𝗜𝗩𝗘𝗥𝗦𝗢 offerto da Casa delle Agriculture con i primi frutti dell’orto
𝗔𝗡𝗢𝗨𝗔𝗥 𝗔𝗟𝗠𝗢𝗥𝗔𝗜𝗠𝗔 𝗜𝗡 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗘𝗥𝗧𝗢 con intermezzi musicali di DJ Costa
𝗢𝗿𝘁𝗼 𝘂𝗿𝗯𝗮𝗻𝗼 – 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗲𝘁𝘁𝗮 𝘃𝗶𝗮 𝗝𝗼𝗿𝗶 (𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗘𝗰𝗼𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼)
𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟯𝟬 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 – 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗵 𝟭𝟴.𝟬𝟬
Vi aspettiamo.

Il secondo termine del nome scientifico con cui viene indicato il cece (Cicer arietinum L.) sta ad indicare la somiglian...
29/05/2026

Il secondo termine del nome scientifico con cui viene indicato il cece (Cicer arietinum L.) sta ad indicare la somiglianza dei semi di questa specie con la testa dell’ariete.
Il poeta latino Orazio, allergico a politici e fanfaroni, intorno al 35 a.C., all’invito dell’imperatore Augusto per festeggiare l’arrivo del nuovo anno rispose: «Inde domum me ad porri et ciceris refero laganique catinum» («Me ne torno a casa, alla mia scodella di porri, ceci e lasagne»).

Indirizzo

Via Amendola, 165/A
Bari
70126

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