24/06/2026
Romania, monasteri e castelli, giugno 2026 di Mauro Querzè, consigliere CUBo
Eccomi a descrivere l’ultimo viaggio fatto col CUBO
Al principio abbiamo faticato a fare il gruppo. Il gruppo viaggi del Circolo si distingue per la composizione: pensionati e amici che non vogliono impazzire con prenotazioni, spesso solo online, e preferiscono trovare le cose già organizzate anche nei dettagli.
Le regole poi che riguardano il terzo settore impongono, per vari motivi, di servirsi di Agenzie che forniscono ottimi programmi.
Il viaggio scelto stavolta ci faceva conoscere la Romania e il Tour prevedeva un bel rendez vous nella zona a Nord di Bucarest con il ritorno nella capitale per l’ultimo pernottamento.
Il volo decollato dal “Marconi” è atterrato a Bucarest nel primo pomeriggio e lo spostamento verso l’albergo ci ha fatto scoprire una prima realtà. Anche qui la città si evolve e i lavori di ampliamento della metropolitana costellavano di cantieri le ampie strade. Da bolognesi ci sembrava un’atmosfera familiare.
Subito ci ha colpito la presenza di molto verde attorno a noi e sbirciando qua e là si notava la presenza di edifici, anche datati, ma di gradevole fattura. Retaggio della cultura e delle influenze del periodo Austro-Ungarico.
La nostra guida si è subito rivelato un chiacchierone, molto preparato, e superato il primo momento ha cominciato anche a rispondere alle nostre curiosità.
Dopo la prima notte e una abbondante colazione abbiamo iniziato il nostro giro puntando a Nord, varcando la catena dei Carpazi e inoltrandoci nelle pianure della zona centrale, tra campi di grano e patate. Dopo esserci fermati per la prima visita al Monastero di Cozia (in stile bizantino) siamo arrivati a Sibiu, con il magnifico centro storico sul quale si affacciano le case con “gli occhi che ti seguono”. Suggestivi abbaini di forma particolare che costellano questi tetti spioventi coperti con scandole o mattonelle di ceramica. La chiesa evangelica, in stile gotico, conserva un organo meccanico da 10.000 canne, il più grande della Romania. Inoltrandoci nella Transilvania si notavano ai lati della strada le case tipiche, da un lato quelle “Romene” e dall’altro quelle di tendenza “Sassone”.
I portoni celavano all’interno giardinetti e qualche orto. Dopo la visita alla chiesa fortificata di Biertan la galoppata proseguiva verso Sighisoara. Il giorno successivo ci siamo inoltrati in Bucovina (regione della Moldavia Romena) per iniziare la visita dei caratteristici monasteri ortodossi: Moldovita, Sucevita e Voronet (quest’ultimo considerato la Ca****la Sistina dell’Est Europa). A seguire siamo arrivati a Brasov, magnifica cittadina di origine medioevale con bastioni e un centro storico ordinato e con scorci suggestivi.
Valicati nuovamente i Carpazi siamo poi arrivati al Castello di Dracula (a Bran) e successivamente al più importante castello di Peles. Con la sua architettura neorinascimentale tedesca è stato il precursore dei palazzi illuminati con la corrente elettrica, residenza della famiglia reale, con sale impreziosite da enormi lampadari in vetro di Murano e sontuosi tendaggi in seta.
Il nostro viaggio volgeva al termine con il rientro a Bucarest e l’ultima passeggiata ci ha fatto scoprire questa che veniva definita “la Parigi dell’Est” e in ultimo la visita al Palazzo del Parlamento (voluto da Ceausescu) per competere con i più grandi edifici al mondo. La megalomania dei dittatori non ha confini.
Esperienza ancora una volta molto positiva, il gruppo viaggi si allarga con nuovi adepti e il clima che si è creato ci stimola a inventarci nuove mete. Alla prossima
Nella foto un momento di relax sui gradini di un Monastero