02/11/2025
🎭 QUALITÀ DEL TEATRO E DELLA LETTERATURA
L'alta letteratura addestra l'empatia, il cuore, l'intuito, la comprensione. L'articolo sottostante ce lo ricorda. Ricordiamoci di questo anche riguardo il teatro: quando si va ad assistere a uno spettacolo di alto profilo drammatico – cioè, in particolar modo un classico –, si accendono negli spettatori gli stessi elementi descritti nell'articolo sotto riportato, con l'aggiunta potenziante di poterlo vivere in presenza con e tramite gli attori e la scena, immedesimandosi e partecipandovi piú profondamente e con effetti maggiorati. In paragone a quanto riportato all'articolo nominato, se al riguardo di tale argomento, nella letteratura si escludono i "volumetti rosa", in teatro si escludono le rappresentazioni frivole e con una drammaturgia superficiale. Quando si va a teatro, e piú ci si reca dunque, secondo la qualità di ciò che si sceglie di rappresentare o di assistere può scattare negli spettatori (e negli artisti) un processo educativo che accende in alto grado intime competenze. (G. Simeone)
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"Più "divori" pagine di alta letteratura e più migliora un'abilità conosciuta come Theory of Mind, teoria della mente, che consente di prevedere gli stati d'animo di chi ci è di fronte. Una caratteristica che affonda le radici nell'empatia, inevitabile quando aprendo un libro ci si immedesima nei personaggi descritti. Si tratti del buono o del cattivo di turno, poco importa, la dinamica è sempre la stessa: si vivono le sue avventure, si cerca di capirne idee, stati d'animo e, perché no, persino di anticiparne le mosse. Il salto dal mondo immaginario al reale è breve: si allena la mente. Si addestra il cuore. Si affina l'intuito. È la rivincita dei lettori, alla faccia di chi li accusa di non comprendere la realtà, eternamente immersi con la testa nelle nuvole. Sono da escludere i cosiddetti "volumetti rosa". Un carattere prevedibile o una dinamica scontata sono poca cosa per i nostri neuroni rispetto al racconto che ribalta gli stereotipi e distrugge ogni attesa. Con uno shock letterario che ci prepara all'imprevedibile o, almeno, ci prova. Non è una questione di contenuto, ma di processo. Quando leggiamo accendiamo le nostre competenze empatiche".
(Keith Oatley)
Keith Oatley è uno uno scrittore anglo-canadese e professore emerito di psicologia cognitiva all'Università di Toronto, noto per il suo lavoro sulla psicologia delle emozioni, sulla scienza cognitiva della narrativa e sull'intersezione tra psicologia e letteratura.
Ph Francesca