04/08/2022
💬 per ha intervistato Alfredo Ossino, maresciallo in congedo della Guardia di Finanza, che da anni utilizza la cannabis medica per la patologia che lo affligge.
''Se la cannabis fosse resa legale la produzione sarebbe sotto il controllo dello Stato o di aziende con licenza e soprattutto emergerebbe una bella fetta di economia (uno studio della Sapienza prevede un potenziale fatturato annuo di 8/10 miliardi di euro l’anno in Italia, ndr) che permetterebbe di sviluppare un nuovo settore, pagando le tasse e creando migliaia di posti di lavoro, oltre che tutelare davvero la salute dei più giovani, che potrebbero più avanti studiarla e portare avanti la ricerca.
Io a 43 anni, nel 2007, sono stato congedato per diversi problemi alla schiena e in particolare a livello cervicale: le ernie comprimevano il midollo e quindi mi si addormentavano gli arti, compreso il braccio destro con il quale avrei dovuto usare la pi***la. Dal 2007 al 2013 mi hanno imbottito di oppiacei. Ero arrivato a pesare 90 chili e pensavo che di lì a poco sarei morto, non scherzo: non riuscivo nemmeno a fare 10 passi ed ero pieno di dolori e nausee. Mi sono fatto operare e ho risolto il problema delle parestesie (l’addormentamento degli arti, ndr) ma il dolore cronico è rimasto. Mi sono trovato da solo a cercare un rimedio e l’ho trovato nella cannabis. Da lì, mi creda, io sono rinato: la cannabis mi ha tolto i dolori e mi ha dato l’input per tornare ad una vita normale: io oggi vivo bene, non ho dolori, mi alleno e peso 66 chilogrammi: a 58 anni sono in perfetta forma. L’unica cosa che resta è lo “stigma” di essere un consumatore di cannabis.''
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