20/05/2026
In occasione della giornata mondiale delle api, istituita per promuovere la tutela degli insetti impollinatori, custodi della biodiversità, vi presentiamo un esempio di difficoltà che gli apicoltori erano costretti ad affrontare nella vita quotidiana dell’Egitto romano.
Si tratta di una disputa tra apicoltori (melissourgoi) e pastori (poimenes), menzionata in una petizione: P.Dubl. 11 (Pap Gr 110a-c; ©️ Board of Trinity College).
Dal fr. 1 sembra si possa ricostruire, seppur con cautela a causa delle lacune, che alcune pecore erano state portate a pascolare in un terreno che, invece, era stato riservato alle api (dietro pagamento di concessione o di affitto), perché la varietà di fiori che vi cresceva era ottima per la produzione di miele. Gli apicoltori si erano, così, rivolti allo stratego dell’Ossirinchite, Atenodoro, affinché intervenisse contro i pastori, forse con riferimento alla normativa esistente, di cui siamo, però, solo in minima parte a conoscenza. Tali situazioni dovevano essere frequenti e una generale preoccupazione per i danni che le greggi potevano causare ai fiori e dunque alle api traspare anche dalle parole di Aristotele, che le definisce nemiche delle api (HA 627b4). Nelle Georgiche di Virgilio (IV, 11-36) viene descritto, invece, il luogo perfetto per la produzione di miele, dono divino: un luogo in cui non batta il vento, in cui pecore e capretti non calpestino i fiori né le giovenche schiaccino l’erba appena nata; dove lucertole e uccelli non possano arrivare, ma ci siano sorgenti limpide e alberi frondosi in cui le api possano ripararsi.
Anche se le minacce per l’ecosistema delle api e degli insetti impollinatori sono in parte cambiate nel corso dei secoli, gli antichi erano consapevoli dell’importanza economica del miele, utilizzato nei più vari ambiti (alimentare, medico, religioso). Questo aspetto doveva essere probabilmente sufficiente per l’adozione di misure di tutela, ma soprattutto per l’esercizio di un controllo diretto sulla produzione e sulla vendita del prodotto. Prova ne sono, ad esempio, l’imposizione di una tassa sul miele e sulla cera e la distinzione tra apicoltori ‘pubblici’ e privati.