01/06/2026
Immagina di perdere l’amore della tua vita e, nel pieno del lutto, ricevere dallo Stato una tassa di successione da 300.000 dollari. Una tassa che a qualsiasi altra coppia sposata sarebbe stata risparmiata.
Questo è ciò che è accaduto a Edith Windsor. Quando sua moglie, Thea Spyer, è scomparsa, per la legge americana le due donne erano perfette estranee. Il loro matrimonio, celebrato legalmente in Canada nel 2007 dopo quarant'anni di vita insieme, per gli Stati Uniti non valeva nulla a causa del DOMA (Defense of Marriage Act), la legge federale che riconosceva solo le unioni tra uomo e donna.
Ma l'ingiustizia per Edith non era iniziata lì. Per decenni, lavorando come programmatrice informatica di alto livello, non aveva potuto nemmeno indossare un anello di fidanzamento per paura di essere licenziata. Al suo posto portava una spilla di diamanti, custode silenziosa di un amore segreto.
A 80 anni, con il cuore spezzato ma una dignità incrollabile, Edith ha deciso che era giunto il momento di dire basta. Ha fatto causa al governo degli Stati Uniti.
E ha vinto.
Nel 2013, la Corte Suprema ha dichiarato il DOMA incostituzionale, una sentenza storica che ha aperto la strada al matrimonio egualitario in tutti gli Stati Uniti e ha restituito dignità a milioni di persone. Edith Windsor è diventata così il simbolo di chiunque abbia dovuto nascondersi, ma ha continuato ad amare nonostante tutto.
I diritti di cui godiamo oggi esistono perché qualcuno, prima di noi, ha avuto il coraggio di alzare la testa e lottare. E il nome di Edith è scritto indelebilmente su uno dei capitoli più importanti di questa storia.
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"Il matrimonio è una parola magica. Ed è magica in tutto il mondo. Ha a che fare con la nostra dignità di essere umani, con la possibilità di essere ciò che siamo alla luce del sole."
Crediti immagine: https://www.gay.it/morta-edith-windsor-pioniera-del-matrimonio-gay-negli-usa