01/06/2026
Un recente studio condotto dai ricercatori del Dipartimento, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), analizza le trasformazioni delle aree proglaciali dei Ghiacciai di Leone e Aurona, nel Parco Naturale Veglia Devero, uno degli ambienti alpini più sensibili alle variazioni climatiche.
🛰️❄️ Grazie a tecniche avanzate come la fotogrammetria digitale e la Structure-from-Motion, basate su rilievi con drone e sensori LiDAR, è stato possibile ricostruire e confrontare nel tempo modelli tridimensionali del terreno con precisione sub-metrica.
📊 I risultati mostrano significative perdite di volume nelle aree proglaciali (fino a 0.18 m3 y-1 m-2), connesse al ritiro dei ghiacciai e a cui hanno conribuito:
• colate detritiche
• ruscellamento superficiale
• fusione di ghiaccio sepolto nelle morene
Queste dinamiche possono influenzare il trasporto di sedimenti verso valle, evidenziando l’importanza del monitoraggio geomorfologico per la comprensione e la gestione degli effetti del cambiamento climatico in ambiente alpino.
🔬 La ricerca contribuisce allo sviluppo di strumenti sempre più accurati per lo studio dell’evoluzione dei paesaggi glaciali e dei processi ambientali in alta montagna.
📄LA PUBBLICAZIONE
Tronti, G., Perotti, L., Aldighieri, B., Pelfini, M., & Bollati, I. M. (2026). Assessing the paraglacial evolution magnitude affecting proglacial areas through multi-temporal digital models and historical archives. CATENA, 271, 110227. https://doi.org/10.1016/j.catena.2026.110227
🔗https://authors.elsevier.com/a/1n8xm1Dk5AkhsO
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