10/05/2026
Un recente studio scientifico a cui ha contribuito il prof. Alessandro Bigi analizza un tema attualissimo: come la guerra russo-ucraina abbia influenzato i consumi energetici e, indirettamente, la qualità dell’aria nel Nord Italia.
1️⃣Il punto di partenza
La riduzione delle forniture di gas naturale in Europa nel 2022 ha portato a un calo significativo dei consumi domestici. Ma questo cambiamento non è stato senza conseguenze.
2️⃣Cosa è successo davvero?
In alcune aree, il minor utilizzo di gas è stato compensato dal ritorno a fonti alternative come il riscaldamento a legna.
Questo ha comportato:
• un aumento locale di inquinanti come il benzo[a]pirene (indicatore della combustione di biomassa)
• effetti non uniformi sul territorio, ma concentrati in specifiche zone
3️⃣ Cosa dicono i dati
L’analisi di 63 stazioni di monitoraggio mostra una situazione complessa:
✔️ aumenti significativi in alcune aree
✔️ diminuzioni o stabilità in altre
segno che fattori locali (comportamenti, condizioni meteo, contesto urbano) giocano un ruolo chiave.
E negli scenari peggiori?
Le simulazioni modellistiche evidenziano che un passaggio massiccio alla combustione di legna potrebbe:
• aumentare sensibilmente il particolato fine
• peggiorare la qualità dell’aria per milioni di persone
• incrementare i rischi sanitari
• ridurre la visibilità atmosferica
👉 Perché è importante
Il Nord Italia, e in particolare la Pianura Padana, è già una delle aree più critiche in Europa per l’inquinamento atmosferico. Anche piccoli cambiamenti nei comportamenti energetici possono avere effetti rilevanti.
Articolo: https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2025JD045033
Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari_Unimore Unimore - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia