06/09/2026
Una nuova rappresentazione del mondo?
Con 164 voti favorevoli e uno contrario, gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno approvato venerdì una risoluzione che promuove proiezioni cartografiche in grado di riflettere con maggiore precisione le reali dimensioni dei continenti – il culmine di una campagna guidata dai paesi africani contro la proiezione di Mercatore del XVI secolo, tuttora la più diffusa al mondo.
Gli Stati Uniti sono stati gli unici a votare contro, definendo l'iniziativa parte di un "progetto ideologico radicale". Sei paesi – Estonia, Georgia, Lituania, Moldavia, Serbia e Ucraina – si sono astenuti.
La risoluzione non vieta la proiezione di Mercatore né impone una sua sostituzione. Piuttosto, incoraggia governi, scuole, organizzazioni internazionali e aziende tecnologiche a utilizzare la proiezione Equal Earth e altre cosiddette mappe a pari area quando le dimensioni relative sono rilevanti, e a insegnare i limiti di qualsiasi mappa piatta nella rappresentazione di un pianeta sferico.
Dietro questo dibattito apparentemente tecnico si cela una questione più ampia che riguarda la storia e il potere: se una mappa progettata per i marinai europei nel XVI secolo abbia, nel corso delle generazioni, distorto non solo la geografia, ma anche la percezione di un continente vasto e complesso.
«Le mappe plasmano la nostra comprensione del mondo», ha dichiarato Robert Dussey, ministro degli Esteri del Togo, prima del voto. «Guidano l'istruzione, alimentano l'immaginazione e influenzano la percezione collettiva».
La risoluzione riconosce un problema fondamentale che nessun voto può risolvere. Nessuna proiezione può riprodurre perfettamente la superficie curva della Terra su un piano. Ognuna sacrifica qualcosa – area, forma, distanza o direzione – ed è adatta a scopi diversi. La misura non è vincolante e la proiezione di Mercatore non scomparirà negli archivi, ma il voto di venerdì ha dato un sostegno internazionale quasi unanime a un argomento che molti governi africani hanno sempre più spesso sostenuto: che le scelte che facciamo in materia di mappe possono plasmare il modo in cui le generazioni future comprenderanno il mondo.
fonte: https://news.un.org/en/story/2026/09/1168284
video della seduta del 4 settembre: https://webtv.un.org/en/asset/k1b/k1b1p3om04?_gl=1*o589so*_gcl_au*MTMxNTg4MTg3MC4xNzg3MDM5NTk3*_ga*MTM3OTQ1OTAxMC4xNzg3MDM5NTk3*_ga_S5EKZKSB78*czE3ODg2Nzc5MTUkbzEkZzEkdDE3ODg2Nzc5NTYkajE5JGwwJGgw