Dipartimento di Criminologia - Dir. Avv. Felice Forgione

Dipartimento di Criminologia - Dir. Avv. Felice Forgione Università e Ricerca

SOTTOTRACCIA — FOLK DEVILS AND MORAL PANICSA Torino un commesso di 42 anni è accusato di violenza sessuale su una ragazz...
07/09/2026

SOTTOTRACCIA — FOLK DEVILS AND MORAL PANICS

A Torino un commesso di 42 anni è accusato di violenza sessuale su una ragazza di tredici anni entrata in un minimarket. Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, l’uomo l’avrebbe avvicinata, abbracciata più volte e toccata al seno; poco prima avrebbe avuto un comportamento simile con un’altra cliente. La gip ha ritenuto presenti gravi indizi di colpevolezza, ma non ha convalidato il fermo e ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La Procura ha impugnato il provvedimento.
Capisco che una notizia del genere faccia arrabbiare. Una ragazzina di tredici anni, un’accusa grave e un uomo che esce dal carcere dopo pochi giorni. Se leggessi soltanto questo, anch’io mi chiederei come sia possibile. Poi però vorrei leggere l’ordinanza e capire perché il giudice ha deciso così; poi potrei anche concludere che ha sbagliato.
Sui social si è andati molto oltre. Il provvedimento è diventato rapidamente “il giudice libera lo stupratore”, è comparso il nome della magistrata e sono arrivati insulti e minacce, comprese frasi rivolte ai suoi figli. Sulla saracinesca del negozio qualcuno ha scritto “in mano al popolo”.
Stanley Cohen, nel suo studio sul panico morale e sui cosiddetti folk devils, spiegava come una persona possa finire per rappresentare, agli occhi di un gruppo, qualcosa di molto più grande del fatto concreto che la riguarda. Qui una parte della rabbia si è spostata dall’uomo accusato anche sulla giudice che aveva deciso di non tenerlo in carcere.
Quella giudice, però, non ha stabilito che il fatto non sia avvenuto e nemmeno che l’indagato sia innocente (infatti dovrà subire un regolare processo). Ha ritenuto che esistessero gravi indizi di colpevolezza e ha valutato diversamente la misura cautelare da applicare. Sono due questioni diverse.
Da avvocato posso criticare anche duramente una decisione giudiziaria. Ma prima voglio leggerla. E tra contestare un provvedimento e augurare a un magistrato che i suoi figli subiscano una violenza c’è una differenza che, francamente, non dovrebbe essere difficile da capire.
RESTIAMO LUCIDI!

SE LA VITTIMA È FABRIZIO CORONANella notte tra giovedì e venerdì Fabrizio Corona si presenta in Questura a Milano e most...
06/09/2026

SE LA VITTIMA È FABRIZIO CORONA
Nella notte tra giovedì e venerdì Fabrizio Corona si presenta in Questura a Milano e mostra agli agenti alcune chat. Due giovani, che lui indica come ex amici del figlio, gli avrebbero chiesto 500 euro minacciando di fare del male a lui e a Carlos. Corona concorda l’appuntamento per la consegna del denaro, ma ci arriva seguito a distanza dalla Polizia. In via Noè uno dei ragazzi colpisce con una catena il lunotto della sua auto e viene fermato dagli agenti; un ventenne sarà poi denunciato per tentata estorsione e danneggiamento aggravato.
La storia mi interessa anche per un altro motivo, cioè perché la vittima questa volta si chiama Fabrizio Corona, un uomo che da anni occupa lo spazio pubblico con processi, condanne, provocazioni e una capacità quasi scientifica di trasformare la propria vita in racconto.
Nils Christie parlava della “vittima ideale” per spiegare che non riconosciamo tutte le vittime allo stesso modo. Ci riesce più facilmente con chi appare debole, rispettabile, estraneo al mondo del reato e completamente distante dal proprio aggressore. Quando invece la persona ha una storia controversa, una reputazione ingombrante o un passato giudiziario, qualcosa nel nostro giudizio cambia e cominciamo quasi senza accorgercene a pesare il fatto anche attraverso ciò che pensiamo di lei.
Corona può piacere o irritare, essere considerato intelligente, eccessivo, spregiudicato o tutte queste cose insieme. Nessuna di queste valutazioni modifica però ciò che deve essere accertato in questa vicenda, perché una persona può avere commesso reati in passato ed essere vittima di un reato oggi.
È una distinzione elementare sul piano giuridico, mentre sul piano sociale lo è molto meno, perché continuiamo spesso a chiedere alla vittima di essere anche una persona che ci piace abbastanza da meritare la nostra solidarietà.
Per tutto il resto c'è il Karma!
RESTIAMO LUCIDI!

VittimaIdeale Devianza ControlloSociale

04/09/2026

La squadra di Report, guidata dai nuovi capo autori, Bernardo Iovene e Giulio Valesini, è già al lavoro per la nuova stagione, in onda dall’8 novembre su

Alla conduzione, oltre a Claudia Di Pasquale, storica inviata della trasmissione, arriva Daniele Piervincenzi.

04/09/2026

In Australia e in Asia sono già stati attivati i primi prototipi di biocomputer basati su neuroni umani. La corsa all’intelligenza artificiale sta facendo crescere rapidamente la domanda di data center, insieme alla quantità di energia necessaria per alimentarli e di acqua dolce per raffreddarli. Mentre l’industria cerca nuove soluzioni per sostenere questa espansione, la ricerca inizia quindi a guardare oltre il silicio.

Protagonista della sperimentazione è la startup biotech australiana Cortical Labs, che a marzo 2026, a Melbourne, ha presentato il suo Bio Data Centre, composto da 120 biocomputer CL1. Si tratta di unità contenenti circa 200mila neuroni coltivati in laboratorio a partire da cellule staminali e fatti crescere su chip dotati di elettrodi. Questi permettono di inviare segnali ai neuroni e registrarne le risposte, tenendo in comunicazione continua la componente biologica con quella elettronica.

A fine luglio, a Singapore, DayOne, in collaborazione con Cortical Labs e la National University of Singapore, ha attivato un prototipo di data center biologico per servizi cloud e applicazioni di intelligenza artificiale. La struttura è composta da 20 unità CL1, con l’obiettivo di arrivare a 1.000 dispositivi.

Questi biocomputer consumano circa quanto una normale lampadina, compresa l’energia necessaria a mantenere vivi i neuroni, e richiedono quantità molto ridotte d’acqua dolce per il raffreddamento. Non possono però ancora sostituire i tradizionali data center. Sono sistemi ancora in fase sperimentale, pensati per affiancarli soprattutto su specifiche tipologie di ricerca.

𝑵𝒊𝒄𝒐𝒍𝒂 𝑳𝒐𝒓𝒖

📰 Seguici per non perdere le prossime notizie

📩 Hai una segnalazione o un comunicato?
Scrivi a [email protected]

04/09/2026

La richiesta a poche settimane dalla scadenza dei termini per le indagini preliminari, il 28 settembre magistrati https://shorturl.at/4v9LX

04/09/2026

I ricercatori hanno scoperto che fino al 15% dei discorsi parlamentari nel Regno Unito e in Svezia contiene testi scritti dall'IA, senza alcuna comunicazione agli elettori.

04/09/2026

META E LA DIPENDENZA DAI SOCIAL: ACCORDO DA 17,1 MILIARDI DI DOLLARI

Meta ha raggiunto un accordo con una coalizione di Stati americani per chiudere le cause che accusavano Facebook e Instagram di aver progettato funzionalità capaci di favorire un uso compulsivo delle piattaforme da parte di bambini e adolescenti e di aver contribuito a problemi legati al loro benessere.

L’accordo, annunciato il 26 agosto 2026, prevede un pagamento fino a 17,1 miliardi di dollari e nuove misure di protezione per gli utenti minorenni.

Tra le principali novità ci saranno un limite di due ore al giorno complessive su Facebook e Instagram, blocchi durante la notte, limitazioni alle notifiche durante le ore scolastiche e sistemi più rigorosi per verificare l’età degli utenti.

I minori e i loro genitori potranno inoltre scegliere di non utilizzare i feed algoritmici progettati per massimizzare il coinvolgimento. Sono previste anche restrizioni su alcuni contenuti e funzionalità, come i filtri estetici e la visualizzazione dei "Mi piace".

L’accordo è soggetto all’approvazione del tribunale e Meta non ammette responsabilità per le accuse contestate.

Il caso riaccende una questione centrale: quanto i meccanismi di progettazione e gli algoritmi delle piattaforme possono influenzare il comportamento degli utenti più giovani e quale responsabilità debbano assumersi le aziende che li sviluppano.

Fonte: Comunicato ufficiale – New York Attorney General
Credit foto: Jeff Sainlar; Social Producer and Editor, Meta, Wikimedia

QUANTE VOLTE DEVI RACCONTARLO?Da ieri in Umbria esiste un percorso regionale unico per le donne e i minori vittime di vi...
02/09/2026

QUANTE VOLTE DEVI RACCONTARLO?
Da ieri in Umbria esiste un percorso regionale unico per le donne e i minori vittime di violenza che arrivano in Pronto Soccorso. Si chiama Codice Rosa e prevede uno spazio riservato, operatori formati e un collegamento diretto con consultori, Centri antiviolenza, Forze dell’ordine e Autorità giudiziaria. C’è però un particolare che mi interessa più degli altri, cioè che la persona non dovrebbe essere costretta a raccontare più volte ciò che le è accaduto.
Può sembrare un problema secondario, ma chi si occupa di vittimologia sa che non lo è. Dopo una violenza arriva infatti il momento nel quale bisogna spiegare, ricordare, rispondere alle domande, sottoporsi agli accertamenti e incontrare persone diverse, spesso quando quello che è successo non è stato ancora neppure elaborato.
La vittimologia parla da tempo di vittimizzazione secondaria proprio per indicare il danno che può nascere dal modo in cui istituzioni e persone reagiscono a chi ha già subito un reato. Non significa che non si debbano fare domande, perché in molti casi sono indispensabili anche per accertare i fatti, ma che conta molto come vengono fatte, quante volte devono essere ripetute e dentro quale ambiente viene ascoltata la persona.
Il nuovo percorso umbro parte già dal triage e prevede una “Stanza Rosa”, cioè uno spazio protetto nel quale la vittima possa essere assistita senza rimanere esposta nella normale sala d’attesa. Dopo le dimissioni il percorso continua sul territorio e il primo contatto con i servizi dedicati è previsto entro 72 ore.
Quando parliamo di violenza pensiamo quasi sempre a ciò che è accaduto prima dell’arrivo in ospedale. Anche quello che succede dopo, però, può incidere profondamente sulla persona che quella violenza la deve rivivere per raccontarla..proprio quando invece vorrebbe solo dimenticare.
Restiamo lucidi!

CodiceRosa ControlloSociale

Sottotraccia- EFFETTO LUCIFERONel 1971 Philip Zimbardo trasformò alcuni locali dell’Università di Stanford in una finta ...
31/08/2026

Sottotraccia- EFFETTO LUCIFERO
Nel 1971 Philip Zimbardo trasformò alcuni locali dell’Università di Stanford in una finta prigione e divise un gruppo di studenti tra detenuti e guardie. L’esperimento avrebbe dovuto durare due settimane, ma venne interrotto dopo sei giorni, quando la situazione era ormai diventata difficile da controllare per via della violenza che ne scaturi' ai danni dei detenuti. Per molti anni Stanford è stato raccontato in modo molto semplice, cioè pensando che bastasse mettere una persona dentro una divisa e darle potere su qualcun altro perché il ruolo finisse per cambiarla. È una spiegazione suggestiva, ma la storia dell’esperimento è più complicata, anche perché le guardie furono orientate a mantenere l’ordine e almeno una di loro venne sollecitata a essere più dura. Anni dopo S. Reicher e A. Haslam realizzarono per la BBC uno studio simile e ottennero risultati diversi, perché le guardie non riuscirono a identificarsi pienamente nel proprio gruppo e finirono per perdere autorità. Da quello studio emerse una lettura diversa, cioè che il potere da solo non basta a spiegare ciò che facciamo, perché conta anche il modo in cui interpretiamo il ruolo che occupiamo, il gruppo nel quale ci riconosciamo e ciò che, dentro quel gruppo, viene considerato normale o accettabile. Una divisa, una qualifica professionale o una posizione gerarchica possono dirci che cosa possiamo fare, ma non decidono automaticamente ciò che faremo, perché le persone osservano chi esercita l’autorità, imparano quali comportamenti vengono approvati e capiscono progressivamente fin dove possono spingersi. Stanford è famoso perché raccontava che il potere su una situazione, l'anonimato, la responsabilità diffusa nell'agire in gruppo e il sovraccarico di stimoli sensoriali, visivi e uditivi, possono trasformare persone comuni e spingerle a tenere comportamenti aggressivi e ingiusti che da soli non terrebbero mai. D'altronde è risaputo che due sole specie sulla Terra sono capaci di atti di crudeltà (provocare sofferenza a un altro essere al solo scopo di farlo soffrire) : un tipo particolare di roditori e.. l'Uomo.
Restiamo lucidi!
# StanfordPrisonExperiment

Indirizzo

Naples

Telefono

+393393392262

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dipartimento di Criminologia - Dir. Avv. Felice Forgione pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi