07/09/2026
SOTTOTRACCIA — FOLK DEVILS AND MORAL PANICS
A Torino un commesso di 42 anni è accusato di violenza sessuale su una ragazza di tredici anni entrata in un minimarket. Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, l’uomo l’avrebbe avvicinata, abbracciata più volte e toccata al seno; poco prima avrebbe avuto un comportamento simile con un’altra cliente. La gip ha ritenuto presenti gravi indizi di colpevolezza, ma non ha convalidato il fermo e ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La Procura ha impugnato il provvedimento.
Capisco che una notizia del genere faccia arrabbiare. Una ragazzina di tredici anni, un’accusa grave e un uomo che esce dal carcere dopo pochi giorni. Se leggessi soltanto questo, anch’io mi chiederei come sia possibile. Poi però vorrei leggere l’ordinanza e capire perché il giudice ha deciso così; poi potrei anche concludere che ha sbagliato.
Sui social si è andati molto oltre. Il provvedimento è diventato rapidamente “il giudice libera lo stupratore”, è comparso il nome della magistrata e sono arrivati insulti e minacce, comprese frasi rivolte ai suoi figli. Sulla saracinesca del negozio qualcuno ha scritto “in mano al popolo”.
Stanley Cohen, nel suo studio sul panico morale e sui cosiddetti folk devils, spiegava come una persona possa finire per rappresentare, agli occhi di un gruppo, qualcosa di molto più grande del fatto concreto che la riguarda. Qui una parte della rabbia si è spostata dall’uomo accusato anche sulla giudice che aveva deciso di non tenerlo in carcere.
Quella giudice, però, non ha stabilito che il fatto non sia avvenuto e nemmeno che l’indagato sia innocente (infatti dovrà subire un regolare processo). Ha ritenuto che esistessero gravi indizi di colpevolezza e ha valutato diversamente la misura cautelare da applicare. Sono due questioni diverse.
Da avvocato posso criticare anche duramente una decisione giudiziaria. Ma prima voglio leggerla. E tra contestare un provvedimento e augurare a un magistrato che i suoi figli subiscano una violenza c’è una differenza che, francamente, non dovrebbe essere difficile da capire.
RESTIAMO LUCIDI!