04/05/2026
Tradizioni, pratiche sociali e saperi culinari del patrimonio culturale immateriale legato al cibo
Palazzo Pacanowski ha ospitato il convegno “Tradizioni, pratiche sociali e saperi culinari del patrimonio culturale immateriale legato al cibo” promosso dal Dipartimento di Studi Aziendali ed Economici (DISAE) dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale della Dieta Mediterranea, l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN), il Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del CNR (CNR-DSU) e la FIPE Regione Campania. La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Magnifico Rettore Antonio Garofalo e del Direttore del DISAE Raffaele Fiorentino che hanno sottolineato l’obiettivo dell’incontro, ovvero quello di trasferire ai giovani temi importanti come quello della tutela delle eccellenze e delle tradizioni italiane e, nello specifico, campane. Fondamentale quindi il ruolo della formazione. “Il Food – ricorda Fiorentino - è simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo. Come affermava Giorgio Armani, il made in Italy rappresenta “la storia del Paese… che non si inventa tutti i giorni”.
L’incontro rientra nella “Giornata nazionale del Made in Italy 2026” riconosciuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresentato all’incontro dal dott. Nicola Marco Fabozzi, Dirigente della Casa del Made in Italy della Campania (Ministero delle Imprese e del Made in Italy): “E’ fondamentale diversificare le opportunità e fare sistema – a parere del dott. Fabozzi – tutelando la tradizione con uno sguardo rivolto all’innovazione”. Due le sessioni di lavori: “Competenze, lavoro e formazione nelle filiere del Made in Italy” e “Capitale simbolico e identità: il valore immateriale del Made in Italy”. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Fiorella Anzano.
La prima sessione ha coinvolto gli studenti universitari e liceali in un dibattito sulle opportunità lavorative che offre il settore, ovviamente con una adeguata formazione; ha portato la sua testimonianza a tal proposito la dott. Fortunella Santaniello – dirigente scolastico del Liceo Classico Statale ‘Plinio Seniore’ di Castellammare di Stabia che ha introdotto il ‘liceo del Made in Italy: “un ponte tra il mondo della formazione e quella delle imprese”. Sull’importanza di una formazione di eccellenza si sono soffermati anche il Presidente FIPE Confcommercio Regione Campania Massimo di Porzio e le docenti dell’Ateneo Rosaria Rita Canale e Rita Lamboglia che hanno presentato l’offerta formativa della Parthenope collegata al settore.
La seconda sessione ha coinvolto i ragazzi in un dibattito sul valore immateriale del Made in Italy e sulla sua identità: “la cucina italiana affonda le sue radici nel periodo dei Borbone – ha ricordato Vito Amendolara, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea - Il cibo, alla base della cucina ed anche della Dieta mediterranea, è l’elemento fondante per costruire qualità della vita all’insegna della salute”. Tutela delle eccellenze e tutela della salute, come ricordato anche dalla docente di Economia Agraria Debora Scarpato “La Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO e indicata da OMS e FAO come il modello alimentare più sostenibile al mondo, non può limitarsi a essere celebrata: deve diventare una leva concreta di prevenzione, salute e qualità della vita”. Antonio Pace – Presidente dell’associazione Verace Pizza Napoletana – ha poi aggiunto: “La vera pizza napoletana è molto più di un prodotto gastronomico: è un simbolo identitario del Made in Italy e un patrimonio culturale immateriale che abbiamo il dovere di proteggere”. Da tutelare e valorizzare, in quanto volano economico – come sottolineato dalla dott.ssa Piera Buonincontri – Primo ricercatore ISMed-CNR: “Il report sul turismo enogastronomico italiano ci segnala una crescita esponenziale rispetto agli anni precedenti. i turisti vengono in Italia anche per visitare le cantine, i caseifici, mangiare la pizza napoletana”. Volano di sviluppo si, però un allarme lo ha lanciato lo chef stellato Paolo Barrale: “il problema è a monte perché chi deve trasformare il cibo spesso è mal pagato. Quindi va fatta una riflessione anche sulla tutela dei lavoratori”. Tema ripreso dal prof. Salvatore Capasso - Direttore del Dipartimento di scienze umane e sociali, patrimonio culturale (CNR-DSU): “Vanno valorizzate le risorse umane. Si deve ragionare su tutto il sistema, lo sviluppo della cultura va di pari passo con lo sviluppo economico”.
Conclusioni affidate al prof. Rocco Agrifoglio, Direttore dell’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana, Università Parthenope: “I prodotti della cultura alimentare italiana non sono soltanto eccellenze produttive, ma il risultato di relazioni profonde tra territorio, identità e pratiche sociali che, nel tempo, hanno generato competenze specifiche trasmesse tra le diverse generazioni in ambito familiare e nelle imprese locali".