22/03/2026
Cinque motivi, ma sono molti di piú, per cui non possiamo che dire NO
1- Il metodo con cui questa riforma é stata approvata: un testo blindato dal governo, emendamenti della stessa maggioranza bocciati (figuriamoci quelli dell'opposizione) in aperto contrasto con qualsiasi principio di revisione costituzionale.
2- La riforma non incide minimamente sull'efficenza della giustizia, non aumenta gli organici, non stabilizza i precari, non velocizza i processi e soprattutto non inciderà sulle sentenze; a chi parlava di Garlasco, Rogoredo, Tortora, famiglia nel bosco, assassini rimessi in libertà e quant'altro hanno risposto prima la Bongiorno "solo un ignorante puó pensare che questa riforma incida sui tempi e sull'efficenza della giustizia", poi Nordio e poi ancora Salvini.
3- Questa riforma va analizzata anche alla luce di altre due proposte: il premierato, tentativo di indebolire la figura di garanzia del Presidente della Repubblica, rilegato a ruolo di passacarte, e la legge elettorale con un premio di maggioranza tale da blindare il governo e il Parlamento ridotto ad organo di ratifica: insomma vietato disturbare il manovratore.
4- Un CSM estratto a sorte ne compromette la legittimità e l'autorevolezza. Prendo in prestito le considerazioni scritte qualche anno fa dall'unione delle Camere Penali: la riforma sull'ordinamento giudiziario non si improvvisa con qualche norma spot, men che mai introducendo il sorteggio per l'elezione del CSM, un'autentica umiliazione delle regole democratiche e dei principi costituzionali sull'elettorato attivo e passivo.
5- Liberare la magistratura dalle correnti e dalle toghe rosse: i magistrati iscritti ad una corrente sono circa 2000 su 9000 magistrati, ingenuamente ci si potrebbe domandare perché se per fare carriera e restare impuniti perché gli altri 7000 non si iscrivono a qualche corrente, sono forse piú fessi o la realtà é diversa dalla narrazione?