Scienze Naturali

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Italia, 2026Se volessimo scorgerne la sfumatura divertente, potrebbe essere un perfetto crossover tra me e Commenti Memo...
07/09/2026

Italia, 2026

Se volessimo scorgerne la sfumatura divertente, potrebbe essere un perfetto crossover tra me e Commenti Memorabili... eppure di divertente c'è ben poco perché, ahinoi, è un commento reale.
Poche parole che rispecchiano un concetto che ho ribadito più volte: è necessario aumentare la cultura scientifico-naturalistica in Italia, non è possibile che, nel 2026, ci sia ancora gente che non sa la differenza tra un vertebrato ed un invertebrato. Non è zoologia spinta, non è complessa tassonomia, è qualcosa che dovremmo sapere dalla prima elementare, se non prima.
Che poi non è neppure poco diffusa la convinzione che lucertole, gechi e serpenti siano invertebrati... e fatico a comprenderne il motivo. Sarà che alcune specie sono particolarmente agili o in grado di entrare in piccoli spazi? Sarà, nel caso dei serpenti, per via della loro abitudine ad arrotolarsi? Non lo so, ma una spiegazione logica è davvero ardua da trovare.

Ah, per la cronaca, quello è lo scheletro di un ratto.

07/09/2026

Questa è probabilmente la cosa più strana che vedrete quest'oggi: la zampa di Phascolarctos cinereus, un nome complicato che identifica il koala, uno degli animali più iconici che ci siano.
Diffuso in Australia, questo mammifero è tra le specie più comunemente antropomorfizzate: carino e coccoloso come un peluche - almeno in apparenza - è noto per i "calorosi abbracci" che lo legano agli alberi. D'altronde chi non ama un "abbraccio da koala"?
Per rimanere attaccati agli alberi, hanno però evoluto zampe robuste dotate di lunghi artigli che presentano una particolarità incredibile: per favorire la presa, hanno le dita disposte in modo tale da far sembrare che abbiano due pollici.
Ah, in realtà non è neppure l'unica loro particolarità: i koala sono tra i pochissimi mammiferi dotati di impronte digitali!

Dopo aver visto queste massicce zampotte, siete ancora sicuri di voler un "abbraccio da koala"?

07/09/2026

Scolia hirta è, probabilmente, uno degli imenotteri più affascinanti presenti in Italia: di modeste dimensioni, dal colore nerissimo con bande di un bel giallo acceso, decisamente fotogenica... e non aggressiva!
Effettivamente la sua presenza è spesso accompagnata dal classico" è pericolosa?"
La risposta è immediata: no, per noi è innocua. Ovviamente chi è genericamente allergico al veleno degli imenotteri deve fare attenzione, ma di norma non è una specie pericolosa per l'essere umano.
.. se invece siete larve di coleottero, per voi potrebbe essere fatale!
È una vespa parassitoide, con le femmine che cercano attivamente le succose e cicciose larve di alcuni scarabeidi, come Cetonia e Protaetia, e, quando individuate nel terreno, prima le paralizza grazie alla sua puntura, quindi vi depone un uovo. Al momento della schiusa, l'affamata larva di Scolia si trova già un bel pasto fresco pronto per essere gustato.
Bear Grylls scansati proprio!

Crescendo cambiano drasticamente dieta, passando dalla carne cruda - anzi, letteralmente viva - al nettare dei fiori.
Da carnivoro a vegano, praticamente l'Arnold Schwarzenegger degli insetti.

Vi siete mai imbattuti in questi meravigliosi insetti?

(© Andrea Bonifazi)

Il coccodrillo come fa? Una domanda annosa chi ci facciamo sin da bambini, la cui proverbiale risposta è "non c'è nessun...
07/09/2026

Il coccodrillo come fa?

Una domanda annosa chi ci facciamo sin da bambini, la cui proverbiale risposta è "non c'è nessuno che lo sa".
La colpa è della celebre canzone che, nel 1993, vinse la trentaseiesima edizione dello Zecchino d'Oro, che di fatto ha traviato almeno un paio di generazioni... ma in realtà si sa benissimo il come fa il coccodrillo!
I rettili appartenenti all'ordine Crocodylia, annoverante coccodrilli, alligatori e gaviali, non sono assolutamente silenziosi e iniziano a comunicare da giovanissimi per richiamare l'attenzione della mamma, solitamente emettendo un verso che ricorda quello di un topo o di un uc***lo.
Quasi uno squittio, un suono ben distante dall'idea che abbiamo di questi rettili... evidentemente anche i "giganti", da "bambini", piagnucolano.
Da grandi, questi mastodontici animali cambiano verso e iniziano a ruggire e sibilare, spesso emettendo suoni a bassa frequenza in grado di far vibrare l'acqua per comunicare o difendere il territorio.

* in rete si legge spesso che i coccodrilli "trimbulano", ma in realtà questo è un nome fittizio e non riconosciuto *

È proprio il caso di dirlo: i coccodrilli non piangono versando le celebri "lacrime di coccodrillo"... ma squittendo!

(Testo di Andrea Bonifazi)

La dentatura degli animali permette sempre di capire più o meno dettagliatamente in cosa consista la loro dieta, ma in a...
07/09/2026

La dentatura degli animali permette sempre di capire più o meno dettagliatamente in cosa consista la loro dieta, ma in alcune specie questa è così specializzata da essere eclatante.

Le mascelle dei due pesci in foto sono abbastanza emblematiche: in alto una mascella di Lepidopus caudatus, comunemente conosciuto come pesce sciabola. Denti perlopiù piccoli, affilatissimi e appuntiti, con quelli anteriori particolarmente sviluppati. Capire a cosa gli servano è intuibile: è un predatore attivo che preda animali abbastanza veloci come altri pesci, calamari e crostacei. Una dentatura così strutturata gli permette facilmente di afferrarli, rendendo impossibile la loro fuga.

In basso, invece, la mascella di Sparus aurata, la comune orata, in cui è evidente una dentatura massiccia, f***a, potente, fondamentale per l'alimentazione di questi pesci, costituita perlopiù da molluschi e crostacei che riesce letteralmente triturare con i suoi dentini. Una dieta che peraltro concorre anche alla formazione di bioclasti derivanti dalle conchiglie frantumate.

Due spettacolari adattamenti a confronto: piccole lame affilate e massicci "schiaccianoci"... dentature tanto perfette quanto efficaci.

(© Andrea Bonifazi)

07/09/2026

Fino a pochi anni fa, tra la primavera e l'estate la mia bacheca pullulava di post di persone che, in gruppi naturalistici di vario genere, pubblicavano foto di serpenti uccisi, chiedendo se fossero vipere. Per fortuna questo trend è diminuito, ma i pregiudizi sulla nostra erpetofauna e le relative conseguenze sono sempre vive in molte persone.

"Mi sono spaventato e l'ho uccisa", "ho un bambino, preferisco salvare lui", "siete tutti finti animalisti, vorrei vedere voi se vi trovaste davanti un serpente", "non sono esperta di serpenti, non posso sapere quali sono pericolosi e quali no", "in Italia non vengono puniti gli assassini, ci sono leggi più importanti", "e se avesse morso il mio cane?".
Queste sono tra le frasi che più frequentemente accompagnano i post a tema serpenti. Constatazioni gonfie di retorica, ignoranza, superficialità, spesso foraggiate da fantomatici esperti che non perdono occasione per ravvivare la fiamma dell'allarmismo.

Premesso che nel 99% dei casi non si tratta di vipere, ma di biacchi o bisce, è necessario ricordare che i serpenti nostrani (e per estensione tutti i rettili ed anfibi) costituiscono FAUNA AUTOCTONA PROTETTA PER LEGGE, per cui ucciderli è reato e chi lo commette deve essere segnalato ai Carabinieri Forestali. Sì, anche le stesse vipere rientrano tra le specie protette. C'è la certezza della pena? No, purtroppo no, ma semplicemente perché è un reato estremamente sottovalutato.
Tuttavia, la paura e l'ignoranza non sono e non devono essere giustificazioni. Se qualcuno avesse paura dei cani sarebbe giustificato se uccidesse qualsiasi loppide gli passasse nelle vicinanze? La risposta è lapalissiana. I serpenti sono animali schivi e paurosi che attaccano solo per estrema necessità, basta sb****re i piedi per terra per far scappare il rettile, biacco o vipera che sia, cercare di ucciderlo è potenzialmente anche più pericoloso che farlo scappare.
Le fobie esistono e sono spesso incontrollabili, ma non possono diventare la scusante per un illecito.

Cerchiamo di arginare quest'ignoranza apparentemente ingestibile, tutti possiamo dare un contribuito per sensibilizzare su questi argomenti...

Vi dico solo che sono un polichetologo, già questo termine basterebbe a farmi insultare... immaginate quando provo a spi...
06/09/2026

Vi dico solo che sono un polichetologo, già questo termine basterebbe a farmi insultare... immaginate quando provo a spiegare cosa devo osservare per identificare una specie 😅

Chi nelle mie stesse condizioni? 🤣

06/09/2026

L'apofenia, un'illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili in realtà dalla forma casuale, è qualcosa a cui siamo tutti soggetti. Ce ne sono varie forme e la pareidolia è probabilmente la più nota. È proprio questa che ci permette di scorgere volti umani in qualcosa che non c'entra nulla: animali nelle nuvole, parenti deceduti nelle screziature del marmo o visioni mistiche nel pane tostato.
Proprio la pareidolia è alla base di uno dei miti più noti: Polifemo. Sembra infatti che la sua leggenda sia nata perché nell'antichità il cranio di Palaeoloxodon falconeri, elefante nano vissuto in Sicilia e nell'arcipelago maltese circa mezzo milione di anni fa, sia stato confuso con il cranio di un ciclope a causa del buco centrale della sua cavità nasale, scambiata per un occhio.
.. beh, questo cranio (probabilmente) di tonno che ho trovato in spiaggia ci mostra in maniera empirica quanto sia facile farsi ingannare da strutture che associamo a qualcosa a noi più noto. Sembra infatti un volto appiattito e allungato, con cavità orbitali ravvicinate e una centrale cavità nasale... ma chiaramente ci scorgiamo ciò solo perché associamo il suo aspetto a qualcosa a noi più familiare.

Incredibile, non trovate?

(© Andrea Bonifazi)

Manca pochissimo all'inizio di un nuovo interessante corso che, questa volta, tratterà animali tanto lontani da noi, qua...
06/09/2026

Manca pochissimo all'inizio di un nuovo interessante corso che, questa volta, tratterà animali tanto lontani da noi, quanto affascinanti: i rettili italiani.
3 lezioni per 7 ore totali di corso online il 21, 22 e 24 settembre dalle ore 20 alle 22:30.
Gli argomenti saranno tantissimi: dal loro veleno alle loro caratteristiche, dalle specie presenti in Italia agli ambienti in cui è più facile osservarli.
Il docente sarà il Dottor Gabriele Martinucci, vero esperton di rettili, e, alla fine delle lezioni, saranno forniti un attestato di partecipazione e le dispense del corso; si tratta inoltre di un corso accreditato AIGAE, le cui lezioni saranno recuperabili.

Per info o per iscrivervi potete scrivermi in privato sui miei profili social.

Da una parte alcuni fogli di plastica trasparente, dall'altra delle meduse. L'unica differenza immediatamente visibile è...
06/09/2026

Da una parte alcuni fogli di plastica trasparente, dall'altra delle meduse. L'unica differenza immediatamente visibile è la presenza delle gonadi nelle seconde, per il resto sono decisamente simili.

Ecco, ora immaginate di essere una tartaruga marina o qualche altro animale che se ne vuole cibare. Pensate che riesca a fare sempre un'accurata selezione o c'è un enorme rischio di (fatale) confusione?
Nonostante le conseguenze siano evidenti a tutti, quanta plastica viene ancora gettata in giro, trincerandosi dietro il "tanto è già sporco"?
Pensate a quanti involucri dei pacchetti di si*****te vengono gettati in estate sulle spiagge... personalmente ne trovo sempre tantissimi.

Sembra retorica spiccia, ma ognuno di noi può dare il suo contributo, per quanto ci possa sembrare un piccolo gesto dell'impatto nullo.

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Rome

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