Aula Professori-Scienze Politiche la Sapienza

Aula Professori-Scienze Politiche la Sapienza Per tutt* quelli che fanno vivere la facoltà e la sua aula auotogestita ogni giorno. Ogni Martedì ore 16.00 Assemblea di Scienze Politiche

As soon there is a fire we runSiamo gli studenti e le studentesse dell’Università La Sapienza di Roma.Dopo due anni di p...
31/03/2022

As soon there is a fire we run

Siamo gli studenti e le studentesse dell’Università La Sapienza di Roma.
Dopo due anni di pandemia da Covid-19 in cui abbiamo affrontato le conseguenze umane e sociali della crisi sanitaria il disastro bellico si abbatte su di noi. Abbiamo sentito la necessità di prendere posizione e di occupare la Facoltà di Lettere.
Il nostro pacifismo non può identificarsi con il posizionamento ipocrita delle istituzioni accademiche che affiggono bandiere della pace mentre rinnovano contratti con aziende produttrice di armi come la Leonardo spa. Nè con la finta “pace" dei nostri governi basata sull’aumento delle spese militari e sul continuo invio di armi sul fronte ucraino.
Per noi oggi essere dei pacifisti vuol dire sviluppare strategie di lotta e di opposizione alle guerre imperialiste a partire dalle condizioni materiali che causano questi conflitti e identificarne i responsabili.
Le vittime delle guerre sono sempre i popoli che, in questo conflitto deflagrato con l’invasione russa dell’Ucraina, pagano con la loro vita gli interessi economici e politici del governo russo, di quello ucraino e di quelli dei vari paesi UE e NATO, che con la globale corsa agli armamenti e la progressiva espansione ad Est dell’Alleanza Atlantica ci stanno spingendo verso il baratro di una guerra mondiale. Per questo, noi ci schieriamo dalla parte delle mobilitazioni della popolazione russa e delle femministe russe che al grido strike the war scendono in piazza sfidando la repressione per opporsi alle politiche imperialiste di Putin. Allo stesso modo, ci schieriamo dalla parte della popolazione civile ucraina che si trova sotto le bombe.

Occupare significa anche discutere, pensare ed agire collettivamente. Tutto questo è stato fortemente limitato da misure repressive, che in Sapienza hanno visto un massiccio controllo delle entrate, limitate solo a chi è iscritto ed anche in questo caso solo tramite prenotazioni che molte volte hanno lasciato fuori dalle mura dell’ateneo studenti e studentesse.

L'università pubblica al momento non lo è più, e se prima la società civile poteva partecipare senza limitazioni e liberamente alla creazione del sapere, ora tutto questo non è possibile.

Ci stiamo riappropriando dei nostri spazi, e stiamo chiedendo a gran voce che l'accesso alla nostra università torni libero e pubblico, come i nostri saperi, che non devono essere influenzati da aziende guerrafondaie che influenzano la didattica.

La nostra generazione, a cui era stato promesso un futuro di prosperità e crescita, è stata profondamente colpita dalla crisi economica, dalla crisi climatica, dalla pandemia, e infine dalla guerra. Per questo ci sentiamo derubat* del nostro futuro. Questa occupazione vuole parlare di questa condizione generazionale, e a partire dai luoghi del sapere proporre un’alternativa alla polarizzazione forzata del dibattito che cancella tutta la complessità del momento storico che stiamo vivendo.

L’assemblea degli e delle occupanti chiede:

- L’immediata interruzione degli accordi dell’Università con le imprese che producono armi e traggono profitti dai vari conflitti nel mondo.
- L’immediata interruzione dei programmi di collaborazione dell’Università con le forze armate e con la NATO
- L’immediato ritiro delle misure di aumento dei fondi per le spese militari previste dal governo Draghi e la riallocazione di queste risorse sull’istruzione, sul welfare, sulla sanità e sul contrasto alla crisi climatica
- L’immediata chiusura delle basi militari della NATO in Italia
- L’immediato stop all’invio di armamenti e attrezzature belliche da parte di Italia e Unione Europea in Ucraina, per favorire una risoluzione diplomatica del conflitto in corso.

‼️LETTERE OCCUPATA CONTRO LA GUERRA ‼️DISERTARE LA GUERRA - COSTRUIRE IL FUTUROSiamo gli studenti e le studentesse dell’...
30/03/2022

‼️LETTERE OCCUPATA CONTRO LA GUERRA ‼️

DISERTARE LA GUERRA - COSTRUIRE IL FUTURO
Siamo gli studenti e le studentesse dell’università La Sapienza.
In un momento storico come questo crediamo sia necessario costruire spazi di discussione e azione a partire dai luoghi della formazione. Dopo due anni dallo scoppio della pandemia da Covid-19 e lo svuotamento di tutti i nostri luoghi di socialità e incontro, la guerra ci impone di tornare a costruire insieme il nostro futuro. Per questo oggi abbiamo occupato la facoltà di Lettere.

Davanti al disastro della guerra in Ucraina sentiamo la necessità di prendere parola per la pace e di ribadire che i luoghi del sapere non sono neutri ma sono spazi di conflitto dove sostanziare il nostro pacifismo radicale.
Le vittime delle guerre sono sempre i popoli. La nostra solidarietà va al popolo ucraino e al popolo russo, coinvolti in un'escalation innescata anche dalla politica di potenza perpetrata attraverso la NATO dall'imperialismo statunitense ed europeo.

Abbiamo bisogno di disertare e sabotare a partire dagli spazi che viviamo quotidianamente. Sappiamo bene come il pacifismo delle nostre università e di tutte le istituzioni europee in realtà nasconda una logica guerrafondaia. Le università italiane hanno preso posizione rispetto al conflitto tramite atti di censura che riteniamo inaccettabili come la cancellazione del corso di Paolo Nori su Dostoevskij all’università Milano Bicocca e note di diffida a professori che hanno espresso pubblicamente posizioni non allineate alla politica del governo come nel caso del professor Alessandro Orsini della Luiss. Mentre continuano a ricevere finanziamenti da aziende come Leonardo Spa, una delle principali aziende produttrici di armi a livello mondiale, con cui l’università La Sapienza che dal 2002 sigla accordi di partnership.

Crediamo che i luoghi di formazione debbano essere spazi per dare sostanza e pratica a un pacifismo radicale fondato su basi materiali. Abbiamo bisogno di riprenderci questi spazi per dare vita a un nuovo movimento pacifista radicale transnazionale che sia in grado di disertare, sabotare e sovvertire le macchine belliche.

Il 30 e 31 marzo inizieremo a sabotare e disertare partendo da quello spazio che viviamo ogni giorno, l’università.
Saremo nella facoltà di Lettere e Filosofia con dibattiti, assemblee e momenti di socialità per dire a gran voce che per costruire un futuro che non sia incerto dobbiamo partire disertando questo presente.

!!PROGRAMMA!!
MERCOLEDI' 30 MARZO
-H 18: "Rabbia Proteggimi" presentazione con EDDI MARCUCCI
-H 20: aperitivo
-H 21: concerto de Il Fulcro
GIOVEDI' 31 MARZO
-H 9: conferenza stampa
-H 10: assemblea pubblica
-H 11: "La frontiera dei media" dibattito con DINAMO PRESS e SERGIO CARARO
-H 13: pranzo
-H 14.30: "Guerra alla guerra. Strike the war" dibattito con student* e docent* da vari atenei italianI e internazionali
-H 17: assemblea contro la guerra con il movimento Roma No War

"Parità di genere: ora si può misurare" è il titolo di uno degli incontri organizzati dal Corriere della Sera in collabo...
14/03/2022

"Parità di genere: ora si può misurare" è il titolo di uno degli incontri organizzati dal Corriere della Sera in collaborazione con Sapienza nell'ambito del "campus di formazione" che si intitola: "Obiettivo 5, parità di genere".
Iniziativa che abbiamo voluto sanzionare con il nostro striscione per denunciare l'ennesimo tentativo di dare una svolta in senso neoliberale all'università, un processo già in atto da decenni, che con iniziative come questa è ormai totalmente legittimato. Nella tre giorni si sono alternati incontri dedicati a come scrivere un curriculum, affrontare un colloquio di lavoro o valorizzare le proprie "soft skills". Tra i titoli degli eventi leggiamo ad esempio "Costruire online il personal branding", "Percorsi per la leadership", "Scoprire il talento (ed esercitarlo) - perché non basta la vocazione".
Non vi vergognate a parlare di leadership, imprenditorialità femminile, meritocrazia e soft skills quando in Italia ogni giorno muoiono tre persone sul luogo di lavoro? Un lavoro in cui la meritocrazia non fa altro che alimentare le disuguaglianze sociali?
Il lavoro che tanto esaltate è fatto di precarietà, contratti a tempo determinato, mancanza di diritti e tutele, salari da fame e molto spesso molestie nei confronti delle donne. Il femminismo liberal portato avanti dalla rettrice Polimeni serve soltanto a edulcorare e rendere più accettabile lo sfruttamento generalizzato a cui la maggior parte della popolazione è sottoposta quotidianamente.
Femminismo e parità di genere non vuol dire avere più donne al potere se poi quel potere continua ad opprimere la maggioranza di questo mondo.
Non vogliamo essere considerate come mera forza lavoro o come corpi da mercificare in nome del profitto aziendale e dello sviluppo del Paese. Quello che chiediamo è un cambio totale del sistema patriarcale in cui viviamo. Vogliamo diritti sul lavoro, autodeterminazione e un salario minimo
Il mondo accademico deve prendere una posizione netta contro questo sistema che sfrutta ambiente, risorse e persone!

𝐃𝐢𝐬𝐞𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚.𝐍𝐞́ 𝐜𝐨𝐧 𝐏𝐮𝐭𝐢𝐧 𝐧𝐞́ 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐍𝐀𝐓𝐎, 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧’𝐚𝐫𝐦𝐚, 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐚𝐭𝐨!Sarà dietro a questo striscione che le re...
04/03/2022

𝐃𝐢𝐬𝐞𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚.
𝐍𝐞́ 𝐜𝐨𝐧 𝐏𝐮𝐭𝐢𝐧 𝐧𝐞́ 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐍𝐀𝐓𝐎, 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧’𝐚𝐫𝐦𝐚, 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐚𝐭𝐨!
Sarà dietro a questo striscione che le realtà sociali, associative e studentesche di Roma saranno presenti in piazza Sabato 5 Marzo.
La rapida escalation a cui stiamo assistendo e la drammaticità degli esiti possibili del conflitto, sia nell’immediato che sul lungo periodo, rende necessaria una presa di posizione netta e l’abbandono di alcune ambiguità che purtroppo abbiamo rilevato nella rivista piattaforma di lancio della manifestazione.
Saremo in piazza per condannare l’invasione russa dell’Ucraina e per esprimere solidarietà e vicinanza alla popolazione che sta pagando il prezzo della scelta criminale di Putin e del suo governo. La priorità oggi è quella di fermare la guerra, aprire corridoi umanitari e organizzare l’accoglienza di quanti sono costretti a scappare dalle loro case. Siamo vicini anche alle donne e agli uomini russi che in questi giorni stanno sfidando la dura repressione di Putin e stanno manifestando contro questa guerra: fondamentale il sostegno alla società civile russa e a quanti vengono ingiustamente detenuti.
Non possiamo però dimenticare, all’interno di questo clima di “unità nazionale”, le responsabilità gravissime che la NATO e la sua politica espansiva degli ultimi trent’anni ha avuto e continua ad avere: ricordare le responsabilità della NATO vuol dire chiedere con forza la radicale trasformazione delle relazioni tra stati basate sul modello della guerra fredda e la fine della subalternità atlantista da parte di tutti i governi europei.
Così come non possiamo accettare che l’Italia abbia decretato l’invio di armi e materiale bellico in Ucraina, scegliendo di diventare parte belligerante a tutti gli effetti: alimentare una guerra, armando la popolazione ucraina che sta resistendo, all’interno di un confronto militare asimmetrico come quello in corso, vuol dire esclusivamente decidere di prolungare il conflitto con un esito scontato e al prezzo di un massacro della popolazione civile. Troppo facile indossare l’elmetto a migliaia di chilometri di distanza, irresponsabile e vergognoso non chiedere immediatamente l’interruzione del conflitto armato.
L’unica cosa da chiedere con forza oggi è la fine dell’escalation bellica, il disarmo nucleare generale e la costruzione di un vero processo di pace, imponendo ai governi europei di svolgere il ruolo di mediazione e costruzione di pace a cui stanno rinunciando con la decisione di inviare le armi. Così come è necessario affrontare anche altre cause di questa guerra, legate ad una politica estrattivista che vede nell’Ucraina un territorio da conquistare per sfruttarne le risorse naturali, in perfetta continuità con il modello di sviluppo che sta devastando il Pianeta.
𝑪𝒊 𝒗𝒆𝒅𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝟏𝟐.𝟑𝟎 𝒊𝒏 𝑷𝒊𝒂𝒛𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒊 𝑪𝒊𝒏𝒒𝒖𝒆𝒄𝒆𝒏𝒕𝒐, 𝒑𝒆𝒓 𝒓𝒂𝒈𝒈𝒊𝒖𝒏𝒈𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆 𝑷𝒊𝒂𝒛𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑹𝒆𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒂, 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒂 𝒅𝒊𝒔𝒑𝒐𝒔𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒖𝒏’𝒂𝒎𝒑𝒍𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒊𝒏 𝒈𝒓𝒂𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒑𝒓𝒊𝒎𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅’𝒐𝒓𝒅𝒊𝒏𝒆 𝒅𝒖𝒓𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒕𝒆𝒐.
👉Rilanciamo da subito la partecipazione allo sciopero dell’8 Marzo, che il movimento transfemminista Non Una di Meno ha deciso di trasformare anche in una mobilitazione contro la guerra.
👉Rilanciamo inoltre un’assemblea all’università La Sapienza Lunedì 14 Marzo, per costruire le prossime tappe di una mobilitazione che dovrà continuare a farsi sentire anche nelle prossime settimane.

‼️IERI CENTINAIA DI STUDENTI SI SONO UNIT* CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA. È SOLO L'INIZIO‼️ Ribadiamo che la pace in Ucr...
03/03/2022

‼️IERI CENTINAIA DI STUDENTI SI SONO UNIT* CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA.
È SOLO L'INIZIO‼️

Ribadiamo che la pace in Ucraina e nel resto del mondo non si conquista con le belle parole.
La Sapienza, infatti, conclude ancora accordi con la Leonardo, una delle maggiori produttrici di armi in Europa.
Le stesse armi che il nostro governo ha deciso di inviare in Ucraina, fomentando così una guerra imperialista che, come sempre nella storia, serve solo ad aumentare il potere di pochi oligarchi ai danni delle popolazioni e della società civile.

No alla guerra imperialista!
Vogliamo il disarmo immediato!

Indirizzo

La Sapienza-Scienze Politiche
Rome
00185

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