Matematica

Matematica MATEMATICA e Materie Affini
https://www.youtube.com/user/marcellopedone Tutto quello che riguarda la matematica e le scienze.

Le finalità della pagina consistono nel proporre questioni di interesse matematico ( o che abbiano qualche legame con la matematica) e nell'avviare discussioni nelle quali si confrontano opinioni o soluzioni di problemi. Applicazioni e filmati presenti nel web e alcune prodotte da Marcello Pedone. https://www.youtube.com/user/marcellopedone/about
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QUELLA VOLTA CHE HO FATTO ARRABBIARE GODEL.Godel, God-El, il doppio Dio della logica.P.S. La vera domanda che volevo far...
07/09/2026

QUELLA VOLTA CHE HO FATTO ARRABBIARE GODEL.
Godel, God-El, il doppio Dio della logica.
P.S. La vera domanda che volevo fare è l'ultima, e Kurt mi ha risposto. Grazie!
Gianfranco Bo

Bocciata nonostante il piano didattico personalizzato, i giudici: "Non è un salvacondotto per la promozione".La ragazza,...
07/09/2026

Bocciata nonostante il piano didattico personalizzato, i giudici: "Non è un salvacondotto per la promozione".
La ragazza, con quattro insufficienze tra cui latino e matematica, aveva fatto ricorso contro la non ammissione alla terza classe. I giudici: "Le misure compensative non esentano dal raggiungimento degli obiettivi minimi".
Il piano didattico personalizzato (il famoso pdp) da solo non basta per evitare la bocciatura, lo studente deve comunque impegnarsi e dimostrare di studiare. Sono queste le motivazioni che hanno portato alla conferma della bocciatura, da parte dei giudici amministrativi, per una studentessa che non era stata ammessa alla terza classe di un istituto superiore della provincia di Perugia. Per i giudici del Tar il pdp non è un “salvacondotto” per la promozione automatica.
La studentessa con disturbi specifici dell’apprendimento (dsa) aveva impugnato il verbale di scrutinio finale, contestando la non ammissione alla classe terza nonostante la presenza di un piano didattico personalizzato che prevedeva misure compensative e dispensative. Le insufficienze, secondo quanto riportato in sentenza, erano quattro: 4 in lingua e cultura latina, 3 in matematica, 5 in lingua e cultura straniera e 5 in diritto ed economia. Un quadro che, per il consiglio di classe, non consentiva alla ragazza di "affrontare la frequenza della classe terza, non avendo raggiunto gli obiettivi minimi in alcune discipline".
La difesa della studentessa aveva sollevato tre principali censure. In primo luogo, la scuola avrebbe omesso di comunicare tempestivamente ai genitori le criticità nel profitto della figlia, non preannunciando la bocciatura nonostante la certificazione dsa che attestava un "Disturbo specifico dell'apprendimento, con compromissione del calcolo" e un "Disturbo di apprendimento non verbale".
In secondo luogo, veniva contestata la tardiva redazione del pdp, avvenuta solo il 7 maggio 2026, a ridosso della fine dell'anno scolastico, nonché la mancata applicazione degli strumenti compensativi e dispensativi previsti, con l'eccezione della materia del latino.
La ricorrente lamentava un difetto di istruttoria e una valutazione superficiale, sostenendo che il consiglio di classe si sarebbe limitato a prendere atto delle insufficienze senza considerare il percorso complessivo, l'impegno della studentessa e l'incidenza diretta dei disturbi dell'apprendimento sul rendimento scolastico.
I giudici amministrativi dell’Umbria hanno ritenuto il ricorso "complessivamente infondato", richiamando un consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui per gli alunni affetti da dsa non è previsto un trattamento differenziato rispetto ai criteri di ammissione alla classe successiva. Le specifiche difficoltà, spiega il Collegio, "devono essere affrontate erogando una didattica individualizzata e personalizzata, e misure compensative o dispensative adeguate per conseguire il livello di apprendimento atteso".
La sentenza cita espressamente il principio secondo cui "le disposizioni normative che tutelano l'area dello svantaggio scolastico e favoriscono una maggiore integrazione non escludono la necessità del raggiungimento di obiettivi minimi da parte di ogni studente".
I giudici hanno osservato che "anche nelle materie (come il latino) in cui le misure facilitatorie sono state applicate tutto l'anno la valutazione non è mutata (il voto in latino era 4 nel primo trimestre ed è rimasto tale anche allo scrutinio finale)". Inoltre, "le fragilità della ricorrente riguardano principalmente l'area del calcolo (infatti in matematica si registrano le difficoltà più serie) mentre non sembrano coinvolgere altri ambiti, quindi non potrebbero giustificare le insufficienze nelle materie umanistiche".
Il Tar ha ricordato che "sono ammessi alla classe successiva gli studenti che in sede di scrutinio finale conseguono un voto di comportamento non inferiore a sei decimi e una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina". Nel caso in esame, le insufficienze gravi erano ben due (latino e matematica), unite ad altre due non gravi (diritto e lingua straniera).
"Anche ove la contestata votazione di 5 in diritto fosse stata portata a 6, ciò non avrebbe potuto cambiare l'esito finale di mancata promozione", conclude la sentenza, che respinge integralmente il ricorso e compensa le spese di lite.

La ragazza, con quattro insufficienze tra cui latino e matematica, aveva fatto ricorso contro la non ammissione alla terza classe. I giudici: "Le misure compensative non esentano dal raggiungimento degli obiettivi minimi"

Alfonso Sorrentino, professore ordinario di Analisi matematica presso il Dipartimento di Matematica dell'Università degl...
07/09/2026

Alfonso Sorrentino, professore ordinario di Analisi matematica presso il Dipartimento di Matematica dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, trascorrerà l'intero anno accademico 2026-2027 all'Institute for Advanced Study (IAS) a Princeton. Il docente è stato nominato Member della School of Mathematics, entrando a far parte di una delle comunità scientifiche più prestigiose a livello internazionale.
Fondato nel 1930, l'Institute for Advanced Study è uno dei principali centri mondiali per la ricerca teorica. Nel corso della sua storia ha accolto studiosi come Albert Einstein, John von Neumann, Kurt Gödel, Emmy Noether, Hermann Weyl e J. Robert Oppenheimer.
Durante la permanenza a Princeton, Sorrentino partecipa allo Special Year on Conformally Symplectic Dynamics and Geometry, un programma che riunisce un gruppo selezionato di matematici provenienti da tutto il mondo.
La geometria simplettica è il linguaggio matematico utilizzato per descrivere sistemi fisici nei quali l'energia totale si conserva nel tempo. Nella realtà, però, intervengono spesso l'attrito e altre forme di resistenza, che provocano una dispersione di energia.
La geometria simplettica conforme permette di studiare proprio questi sistemi e di comprenderne meglio l'evoluzione.
“Sono profondamente onorato di questa opportunità – dichiara Alfonso Sorrentino –. Essere membro dell'IAS per un intero anno rappresenta un'occasione straordinaria, non soltanto per il prestigio dell'istituzione, ma anche per la straordinaria vivacità intellettuale che lo contraddistingue. Sarà un'esperienza unica per ampliare i miei orizzonti scientifici ed esplorare nuovi ambiti di ricerca”.
La nomina porta la ricerca matematica dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata in uno dei luoghi più autorevoli del panorama scientifico internazionale, aprendo un anno di confronto e collaborazione sulle nuove frontiere della dinamica e della geometria.

Alfonso Sorrentino, professore ordinario di Analisi matematica presso il Dipartimento di Matematica dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, trascorrerà l'intero anno accademico 2026-2027 all'Institute for Advanced Study (IAS) a Princeton. Il docente è stato nominato Member della School ...

A Very Nice Trigonometry Challenge
07/09/2026

A Very Nice Trigonometry Challenge

07/09/2026

“Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando.”
Albert Einstein

Michele Punturo, ricercatore dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e già coordinatore internazionale del proge...
07/09/2026

Michele Punturo, ricercatore dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e già coordinatore internazionale del progetto Einstein Telescope, è stato insignito della Medaglia e del Premio Giuseppe Occhialini per il 2026. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato congiuntamente dalla SIF Società Italiana di Fisica e dall’IOP Institute of Physics “per i suoi contributi fondamentali alla scienza delle onde gravitazionali, in particolare per la sua leadership nello sviluppo del rivelatore Virgo e per il suo ruolo pionieristico nella concezione e nella promozione di Einstein Telescope, quale osservatorio di nuova generazione per le onde gravitazionali”.
“Il riconoscimento del premio Occhialini a Michele Punturo riconosce non solo il suo eccellente curriculum e gli eccezionali risultati nel campo delle onde gravitazionali, ma vuole essere anche uno speciale stimolo e una forte motivazione per la ricerca presente e futura da parte della comunità coinvolta nel progetto Einstein Telescope”, commenta Angela Bracco, presidente della SIF e del CREF, il Centro Ricerche Enrico Fermi.
Il Premio viene annunciato ufficialmente oggi, lunedì 7 settembre, durante la Cerimonia di apertura del 112° Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica, a Firenze. La Cerimonia ufficiale di conferimento degli IOP Awards 2026 si terrà, invece, il 3 novembre a Glasgow, in Scozia.
“Sono estremamente onorato e grato di ricevere questo riconoscimento, intitolato a un grande fisico che ha avuto come carattere distintivo l’ideazione di nuovi strumenti di misura e la grande capacità di avere una visione scientifica a lungo termine. Spero che il mio lavoro, prima con Virgo e ora con Einstein Telescope, sia riuscito, almeno in parte, a raccogliere il suo esempio”, commenta Michele Punturo, vincitore del Premio Occhialini.
Michele Punturo è dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, nella Sezione di Perugia. Laureato in Fisica nel 1990 all’Università degli Studi di Perugia e ha successivamente conseguito un dottorato di ricerca in fisica.
Nei primi anni di attività ha lavorato al CERN su esperimenti di fisica fondamentale. Nel 1994 è entrato nel progetto internazionale Virgo, collaborando alla realizzazione in Europa del rivelatore che ha contribuito alle molte scoperte dell’astronomia gravitazionale e multimessagera. Nell’ambito della collaborazione scientifica Virgo ha ricoperto diversi ruoli di coordinamento e di leadership, e ha partecipato alla prima rivelazione delle onde gravitazionali, realizzata dalla collaborazione LIGO-Virgo nel 2016, scoperta storica riconosciuta prima con il Premio Breakthrough nel 2016, e l’anno successivo con il Premio Nobel per la Fisica.
Nel 2004, Michele Punturo è stato tra gli ideatori del progetto Einstein Telescope, uno dei principali progetti per la realizzazione in Europa di una nuova grande infrastruttura di ricerca per le onde gravitazionali inizialmente promossa dall’INFN e dall’isituto olandese Nikhef, e nel 2007 ha coordinato il progetto Einstein Telscope Design Study, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del 7° Programma Quadro. Dal 2022 al 2026 è stato coordinatore della collaborazione scientifica internazionale Einstein Telescope, che oggi conta più di duemila persone. Punturo è stato, inoltre, coordinatore del progetto ETIC (ET Infrastructure Consortium) finanziato dal 2023 al 2026 con 50 milioni di euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR, per sostenere la candidatura italiana a ospitare Einstein Telescope in Sardegna, e per la realizzazione di una rete di laboratori nazionali per lo sviluppo delle tecnologie abilitanti di Einstein Telescope. Attualmente coordina il progetto MUR PON/FESR MITI (Multimessenger Infrastructures and Technologies in Italy), che ha come obiettivo proprio lo sviluppo delle tecnologie abilitanti di Einstein Telescope attraverso la collaborazione col settore privato.
Michele Punturo è autore di oltre 385 pubblicazioni su riviste scientifiche.
https://www.infn.it/a-michele-punturo-la-medaglia-e-il-premio-giuseppe-occhialini-2026/?

Un nuovo test conferma la relatività generale di Einstein: il principio di invarianza di Lorentz supera una verifica record, restringendo le ipotesi di nuova fisica.

07/09/2026

“Se non si perde tempo non si arriva da nessuna parte.”
Carlo Rovelli

Se la luce non ha massa per quale motivo non può andare oltre i 299.792.458 m/s?L'assenza di massa spiega perché la luce...
07/09/2026

Se la luce non ha massa per quale motivo non può andare oltre i 299.792.458 m/s?
L'assenza di massa spiega perché la luce può viaggiare a 299.792.458 m/s, ma il motivo per cui non può superare questo valore risiede nella struttura stessa del nostro Universo.
La velocità della luce, indicata con c, non è semplicemente la velocità dei fotoni, ma la velocità limite di causalità dello spaziotempo.
Nel nostro universo, il tempo e lo spazio non sono entità separate, ma fusi in un'unica trama a quattro dimensioni (lo spaziotempo). La costante c rappresenta il fattore di conversione geometrico tra spazio e tempo e definisce la velocità massima a cui qualsiasi informazione, causa o effetto può propagarsi nel cosmo. Se qualcosa potesse viaggiare più veloce di c, infrangerebbe il principio di causalità, permettendo a un effetto di verificarsi prima della sua causa.
Il ruolo della massa
Con massa m > 0: Un oggetto dotato di massa richiede un'energia infinitamente grande per accelerare fino a c. Per questo motivo la materia può solo avvicinarsi a c, senza mai raggiungerla.
Senza massa m = 0: Le particelle prive di massa a riposo (come i fotoni della luce o i gravitoni) non hanno la possibilità di scegliere a che velocità muoversi. Non avendo massa che le ancori, non possono restare ferme né accelerare: nascono viaggiando esattamente alla velocità limite c.
Perché il valore è proprio 299.792.458 m/s?
Che la velocità della luce sia espressa dal numero 299.792.458 è una conseguenza diretta di come noi umani abbiamo scelto di definire il metro e il secondo. Dal 1983, la comunità scientifica ha fissato per definizione il valore esatto di c, stabilendo che 1 metro è esattamente la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in 1 / 299.792.458 di secondo. Il valore geometrico della costante è una proprietà fondamentale del nostro Universo, mentre la cifra numerica dipende unicamente dal nostro sistema di misura.
Quindi la luce non va oltre c perché c è la velocità della causalità stessa. Non è la luce a essere lenta, è lo spaziotempo a imporre quel limite invalicabile a qualsiasi cosa priva di massa.

Se la luce non ha massa per quale motivo non può andare oltre i 299.792.458 m/s?

L'assenza di massa spiega perché la luce può viaggiare a 299.792.458 m/s, ma il motivo per cui non può superare questo valore risiede nella struttura stessa del nostro Universo.

La velocità della luce, indicata con c, non è semplicemente la velocità dei fotoni, ma la velocità limite di causalità dello spaziotempo.

Nel nostro universo, il tempo e lo spazio non sono entità separate, ma fusi in un'unica trama a quattro dimensioni (lo spaziotempo). La costante c rappresenta il fattore di conversione geometrico tra spazio e tempo e definisce la velocità massima a cui qualsiasi informazione, causa o effetto può propagarsi nel cosmo. Se qualcosa potesse viaggiare più veloce di c, infrangerebbe il principio di causalità, permettendo a un effetto di verificarsi prima della sua causa.

Il ruolo della massa

Con massa m > 0: Un oggetto dotato di massa richiede un'energia infinitamente grande per accelerare fino a c. Per questo motivo la materia può solo avvicinarsi a c, senza mai raggiungerla.

Senza massa m = 0: Le particelle prive di massa a riposo (come i fotoni della luce o i gravitoni) non hanno la possibilità di scegliere a che velocità muoversi. Non avendo massa che le ancori, non possono restare ferme né accelerare: nascono viaggiando esattamente alla velocità limite c.

Perché il valore è proprio 299.792.458 m/s?

Che la velocità della luce sia espressa dal numero 299.792.458 è una conseguenza diretta di come noi umani abbiamo scelto di definire il metro e il secondo. Dal 1983, la comunità scientifica ha fissato per definizione il valore esatto di c, stabilendo che 1 metro è esattamente la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in 1 / 299.792.458 di secondo. Il valore geometrico della costante è una proprietà fondamentale del nostro Universo, mentre la cifra numerica dipende unicamente dal nostro sistema di misura.
Quindi la luce non va oltre c perché c è la velocità della causalità stessa. Non è la luce a essere lenta, è lo spaziotempo a imporre quel limite invalicabile a qualsiasi cosa priva di massa.
AdScienza

07/09/2026

Quando a Einstein fu chiesto cosa gli piacesse di più dell'Italia, egli rispose “Spaghetti e Levi-Civita”.

07/09/2026

German Olympiad mathematics questions.
n³=n+n!. Find n=?
(Probal chakraborty )

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