Confraternita di San Carlo Borromeo - Sessa Aurunca CE

Confraternita di San Carlo Borromeo - Sessa Aurunca CE Pagina FB della Confraternita di San Carlo Borromeo e Monte dei Morti di Sessa Aurunca (Caserta).

Ieri sera abbiamo vissuto una serata memorabile ed allo stesso tempo mistica. Il violinista Erzhan Kulibaiev, in stato d...
30/05/2026

Ieri sera abbiamo vissuto una serata memorabile ed allo stesso tempo mistica. Il violinista Erzhan Kulibaiev, in stato di grazia, ha entusiasmato il numeroso pubblico che lo ha salutato con lunghi e prolungati applausi, al termine di una esecuzione straordinaria. Questa sera ci sarà il secondo concerto. Nel programma è prevista l’esecuzione della Ciaccona della Partita n. 2 in re minore: è considerata una delle composizioni più impressionanti della letteratura violinistica. Molti interpreti e ricercatori la considerano più di un semplice capolavoro tecnico e interpretano il brano come un'espressione musicale di dolore personale. Forse scritta in memoria della prima moglie defunta di Bach, la Ciaccona unisce profondità emotiva e rigore compositivo. Il suo effetto si basa su un'intensità tranquilla che risuona ancora oggi e la sua decifrazione pone importanti interrogativi a musicisti e musicologi.La struttura della Ciaccona di Bach
La Ciaccona di Bach è un'opera monumentale di 256 battute, più dei quattro movimenti precedenti della Partita n. 2 in re minore (BWV 1004) messi insieme, che costituiscono il suo contesto immediato. Si basa sulla forma dell'Ostinato, in cui un basso ricorrente costituisce la base. Bach si rifà alla tradizione italiana, in cui il tema è spesso figurativo e difficile da riconoscere. Nella Ciaccona, il motivo del basso alterna un lamento basso (d-c-b-a) e un passus duriusculus.
La complessità della ciaccona si riflette in una pletora di analisi scientifiche, tra le quali le strutture da interpretare sono spesso controverse. Ad esempio, diverse analisi ipotizzano una struttura in 64 variazioni di quattro battute, mentre altre suddividono la ciaccona in 34 variazioni, in cui le prime quattro battute ricorrono 8 volte e tutte le otto battute altre 26 volte. La divisione in tre parti in una prima sezione minore con 33 variazioni, una sezione centrale maggiore con 19 e una sezione finale minore con 12 variazioni porta a un aumento drammatico attraverso la riduzione delle variazioni per sezione: la musica diventa più intensa, più densa, le cadenze iniziano prima. Inoltre, i passaggi diatonici e cromatici, le tonalità minori e maggiori, le pause accordali e le scale contrastano tra loro. La polifonia, spesso solo accennata, è suggerita da un'abile conduzione della voce, come è presente in forma simile anche nelle famose suite per violoncello di Bach.
Sulla base di queste osservazioni strutturali, i musicologi hanno esplorato l'architettura tonale della ciaccona non solo dal punto di vista musicale, ma anche simbolico numerico; molti autori interpretano la divisione in tre sezioni (minore-maggiore-minore) come una narrazione spirituale o biografica. Heinrich Poos, ad esempio, vede nel numero 4 un'allegoria dei quattro elementi o delle quattro stagioni (musica mundana), delle quattro età (musica humana) e delle quattro corde del violino (musica instrumentalis). Altri studiosi analizzano le strutture simmetriche e ipotizzano che il numero 30 – il numero di variazioni prima e dopo la sezione maggiore – sia un calcolo compositivo deliberato che si ritrova anche in altre opere come le Variazioni Goldberg.
Helga Thoene si spinge particolarmente in là nella sua analisi. Nel suo libro „Ciaccona – Tanz oder Tombeau?“ sostiene che Bach abbia composto con la Ciaccona un monumento funebre per la moglie defunta. Identifica corali nascosti, basati sulla conversione delle note in numeri (gematria), e scopre riferimenti all'anno ecclesiastico nella composizione. sostiene una tesi simile, utilizzando un alfabeto numerico per identificare i nomi della famiglia Bach nel testo musicale. Critici come Martin Geck considerano queste tesi speculative, ma sottolineano che il simbolismo numerico ha avuto un ruolo importante nel periodo barocco. Geck mette inoltre in guardia dal ricorrere alle edizioni a stampa, poiché solo gli autografi rappresentano autenticamente il processo compositivo.
Come detto, La Ciaccona è il movimento finale della Partita n. 2 in re minore (BWV 1004), una delle sei opere del ciclo „Sei Solo. a Violino senza Basso accompagnato“ (BWV 1001–1006). Secondo la copia corretta, questo ciclo fu composto a Köthen nel 1720, mentre gli inizi potrebbero risalire al periodo di Weimar (1708–1717). Bach trovò a Köthen le condizioni ideali: Il principe Leopold von Anhalt-Köallora era estremamente appassionato di musica, l'orchestra di corte aveva un organico eccellente e la musica strumentale era particolarmente favorita. Vi aspettiamo stasera per vivere un’esperienza irripetibile

La Ciaccona di Bach come opera solistica polifonica

Il „Sei Solo“ e le suite per violoncello (BWV 1007–1012) dimostrano la profonda familiarità di Bach con la tecnica esecutiva dei rispettivi strumenti. Nonostante la rinuncia al basso continuo, riesce a creare una densa polifonia e armonie complesse. Melodie accordali solistiche, monofonia pura e polifonia suggestiva si combinano in modo unico.

Questa sera si terrà il primo dei concerti dell’integrale delle sonate e partite per solo violino interamente dedicati a...
29/05/2026

Questa sera si terrà il primo dei concerti dell’integrale delle sonate e partite per solo violino interamente dedicati a Johann Sebastian Bach, affidato alle mani e all'anima di un violinista d'eccezione: Erzhan Kulibaev.

Questo artista è oggi riconosciuto come uno dei talenti più brillanti della sua generazione.Kulibaev è un violinista pluripremiato a livello internazionale (vincitore di prestigiosi concorsi da Berlino a Buenos Aires) che ha incantato i palcoscenici di tutto il mondo, dalla Konzerthaus di Berlino fino ad esibirsi davanti alla Famiglia Reale sp****la. 👑

Formatosi sotto la guida del leggendario Zakhar Bron, Erzhan non porterà solo la sua tecnica formidabile e la sua profonda sensibilità espressiva... c'è un dettaglio che renderà questo concerto un evento più unico che raro:

✨ Kulibaev suonerà lo straordinario violino Stradivari “Rode” del 1722, un capolavoro assoluto della liuteria mondiale concesso dalla Fondazione Maggini.

Ascoltare le geometrie divine e l'emozione pura della musica di Bach amplificate dalla voce di uno Stradivari originale è un'esperienza che capita poche volte nella vita. Non lasciatevela raccontare.

Ingresso libero. Vi aspettiamo per una serata che rimarrà nel cuore.

Johann Sebastian Bach è considerato all'unanimità uno dei più grandi geni nella storia della musica. Il suo giudizio cri...
27/05/2026

Johann Sebastian Bach è considerato all'unanimità uno dei più grandi geni nella storia della musica. Il suo giudizio critico ed estetico si fonda sulla sintesi perfetta tra complessità matematica, rigore formale e una profondità spirituale ed emotiva senza tempo.Jesu Juva (dal latino "Gesù, aiutami") è la celebre invocazione che questo compositore era solito scrivere in cima alle pagine bianche prima di iniziare a comporre una nuova opera.Rappresentava il suo umile affidamento a Dio prima di iniziare il lavoro, mentre alla fine delle partiture era solito apporre la sigla S.D.G. (Soli Deo Gloria - "A Dio solo la gloria". )Così il grande J. S. Bach siglava ogni sua composizione, quasi a voler affidare ad ogni singola nota il compito di magnificare ed esaltare nient’altro che la gloria di Dio. Questa piccola curiosità ci fa comprendere quanto fosse grande la fede del compositore nato il 21 marzo del 1686 ad Eisenach, in Germania, e morto nel 1750.
Per avere un’idea di quanto sia sterminata la sua produzione musicale (Cantate, Passioni, Sonate e Partite, senza dimenticare la celeberrima Arte della fuga e l’altrettanto famosa Messa in Si Minore, straordinaria pagina musicale scritta per la liturgia cattolica da lui che era un protestante) basti pensare che l’opera omnia, pubblicata a Lipsia tra 1851 e il 1899, venne divisa in 46 grossi volumi. Accanto alla fede, dunque, emerge la grande laboriosità creativa del Kantor, ancor oggi in grado di dire qualcosa di quella bellezza di cui tanto si avverte l’esigenza.
Vi aspettiamo a questo appuntamento, venerdì e sabato prossimi presso la nostra chiesa. Non mancate!

Anche quest'anno si è rinnovata la tradizione dell'olio di San Lazzaro nel giorno della festa. Approfittiamo per ricorda...
25/05/2026

Anche quest'anno si è rinnovata la tradizione dell'olio di San Lazzaro nel giorno della festa. Approfittiamo per ricordarvi che la partecipazione alla Santa Messa presso la nostra chiesa previo sacramento della Confessione e della Comunione, consente di ottenere l'Indulgenza Plenaria in occasione proprio del Giubileo Francescano. Si ricorda anche che la nostra chiesa per decreto Papale è sede Giubilare.

"Ci apprestiamo a vivere la memoria di San Lazzaro, un momento che richiama una tradizione antica e ricca di significato...
24/05/2026

"Ci apprestiamo a vivere la memoria di San Lazzaro, un momento che richiama una tradizione antica e ricca di significato. La figura di Lazzaro ci spinge alla ca**tà, ci interroga sul nostro modo di trattare le relazioni, i fratelli e le sorelle che incontriamo. L'indifferenza del ricco, concentrato sui propri beni e che in terra non dà attenzione e condivisione alla miseria di Lazzaro, in cielo diventa netta separazione dal Bene più prezioso: la gloria di Dio. Lazzaro libero da ogni cupidigia è chiamato a possedere questa gloria che al ricco viene negata.
Il Vangelo nell'esempio di Lazzaro ci chiede di vivere il Regno di Dio già ora, qui in terra, nel nostro quotidiano vivendo il messaggio del Vangelo. C'è chiesto di essere Chiesa, immagine vivente del corpo di Cristo. Chiediamo al Padre di liberarci dall'indifferenza, di infondere nel nostro cuore lo spirito della fraternità e di vincere le resistenze e le riserve che ci dividono dalla gloria. Preghiamo di essere anche noi come Lazzaro eredi del cielo". (Don Pietro Robbio)

Come testimoniano le sue antiche regole costitutive, fin dai primi passi, la Confraternita di San Carlo Borromeo ha fatt...
22/05/2026

Come testimoniano le sue antiche regole costitutive, fin dai primi passi, la Confraternita di San Carlo Borromeo ha fatto una scelta radicale, quasi "corporativa": sbarrare le porte a nobili e borghesi per aprirle esclusivamente agli ultimi. Artigiani, manovali, operai e persino sacerdoti (purché di umili origini) erano gli unici a poter fare parte di questa realtà.
In questo statuto rigoroso, risuona un potente invito all’umiltà. Un valore che non solo fu il faro di San Carlo, ma che affonda le radici nella spiritualità di San Francesco — a cui la confraternita era originariamente dedicata — e di San Lazzaro, il cui culto fu introdotto a Sessa dai Cavalieri del suo Ordine, da sempre votati al soccorso dei malati e dei più bisognosi. L'amore viscerale e la cura dei poveri sono stati nel corso dei secoli il vero cuore pulsante della Confraternita. Lo dimostra la profonda venerazione per il Mistero della Deposizione di Gesù dalla Croce, un simbolo di devozione che, in pieno spirito francescano, richiama il dovere di sorreggere chi è debole e indifeso. Questo messaggio di solidarietà trova una sintesi perfetta nel dipinto custodito in chiesa, che raffigura la parabola evangelica del Ricco Epulone e di Lazzaro. Sul cartiglio dell'opera si legge un'iscrizione toccante:
“Inter tanta vulnera non meminit dolores plagarum, sed famis” (Tra le tante ferite che lo tormentavano, Lazzaro non sentiva il dolore delle piaghe, ma quello della fame). Lunedì 25 maggio, in occasione della festa di San Lazzaro, questo monito diventa più attuale che mai: un invito a tendere la mano e a ricordarci di chi, ancora oggi, non ha il minimo necessario per sopravvivere.

Con grande soddisfazione, vi annunciamo che la nostra Chiesa è stata scelta come sede di due importanti concerti. Il pro...
21/05/2026

Con grande soddisfazione, vi annunciamo che la nostra Chiesa è stata scelta come sede di due importanti concerti. Il programma prevede l’esecuzione dell’integrale delle sonate e delle partite per violino di Johann Sebastian Bach, padre della musica occidentale e mistico cantore della Gloria di Dio, da parte di Erzhan Kulibaev violinista di fama internazionale, come dimostra il suo eccezionale curriculum. Sarà eseguita tra l’altro la celebre Ciaccona, una delle vette più inarrivabili dell’arte strumentale. Ringraziamo il Comune di Sessa Aurunca e l’Assessorato alla cultura per aver reso possibile questo evento prestigioso ed il maestro Antonino Cascio, direttore artistico della manifestazione. L’ingresso è gratuito.

Si rinnova la tradizione! Festività di San Lazzaro, lunedì 25 maggio presso la Chiesa di San Carlo Borromeo in Sessa Aur...
17/05/2026

Si rinnova la tradizione! Festività di San Lazzaro, lunedì 25 maggio presso la Chiesa di San Carlo Borromeo in Sessa Aurunca!

L'intera Confraternita di San Carlo Borromeo formula al suo cappellano don Pietro Robbio gli auguri per l’anniversario d...
13/05/2026

L'intera Confraternita di San Carlo Borromeo formula al suo cappellano don Pietro Robbio gli auguri per l’anniversario della sua ordinazione sacerdotale. La Madonna di Fatima, di cui oggi ricorre la festività, vegli sul suo ministero e gli dia la forza nei momenti di difficoltà, San Carlo Borromeo e San Francesco gli infondano il carisma di pastore zelante ed umile, sempre con i poveri e per i poveri. Auguri Don Pietro!

05/05/2026

Indirizzo

Piazzetta San Carlo
Sessa Aurunca
81037

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