30/10/2026
Gianni Garrera
UNO, NESSUNO E CENTOMILA
Sacrificio dell'autoritratto
Accademia di Belle Arti di Urbino
Martedì 03.11.2026 ore 10:00-13:00
Conferenza Aula Magna aperta aperta a tutta la comunità studentesca
Martedì 03.11.2026 ore 15:00 - 18:00
Mercoledì 04.11.2026 ore 10:00 - 13:00
Workshop riservato agli studenti del Biennio di Grafica d’Arte per le Arti visive
In senso mistico il motto pirandelliano “Uno, nessuno e centomila”
non indica che si debba contrastare la molteplicità nell’essere uno,
per non rischiare di essere nessuno.
Anche se nessun essere creato può volere la propria negazione,
la propria negazione può arrivare proprio dal diventare uno.
Essere uno o nessuno per gli esseri creati è equivalente.
In pittura, un autoritratto che è del tutto identico al modello
non ha una propria immagine.
Nel dipingere rendere un’immagine identica a un’altra significa abolire
questa immagine ed estinguerla come specie.
Una cosa identica a un’altra non ha veramente una propria immagine.
L’identità implica l’estinzione estetica di se stessi.
Poiché ogni molteplicità sussiste sempre come seconda rispetto all’uno,
non può essere identica all’altro perché se ci fosse totale identità
l’uno e la sua moltiplicazione coinciderebbero.
Essere immagine significa essere a somiglianza.
L’autoritratto deve essere somigliante, non uguale.
Nulla può essere identico senza annullarsi.
L’identità implica l’estinzione della creatura che ottiene l’identificazione.
Un autoritratto dipinto deve essere somigliante, non uguale,
altrimenti non avrebbe una propria immagine ma sarebbe in sé nessuno.
(Gianni Garrera - Uno, nessuno e centomila – Sacrificio dell’autoritratto)
Accademia di Belle Arti di Urbino / Biennio di Grafica d’Arte per le Arti Visive