Master in Editoria UNIVR

Master in Editoria UNIVR Master Universitario di I° livello in Editoria presso
l'Università degli Studi di Verona.

Il Master Universitario di I livello in Editoria, attivo presso l'Università degli Studi di Verona ha l’obiettivo di formare professionisti in grado di operare efficacemente sia a livelli esecutivi sia manageriali all’interno dell’industria editoriale e della comunicazione tradizionale e digitale. Vuole rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro che richiede alla nuova generazione di profes

sionisti una flessibilità ed ecletticità tali da possedere oltre che una preparazione interdisciplinare di qualità e una visione strategica del mercato, anche capacità operative e conoscenze tecnologiche, tradizionali e digitali, per essere in grado di capire, realizzare e gestire con indipendenza progetti anche complessi.

11/06/2026

📚✨ Scopri il potere della lettura per il tuo benessere!
Partecipa a un percorso di gruppo con laboratori esperienziali tra confronto, ascolto e role-playing, a cura del Master in Editoria UNIVR e del Centro di ricerca interdipartimentale Biblioterapia e Shared Reading: I libri per il benessere (link sito web ufficiale: https://biblioterapia.dcuci.univr.it/).

👩‍🎓 Attività gratuita riservata a studenti UNIVR
📅 Dal 9 al 24 luglio (lun–ven)
📍 Università di Verona – Via San Francesco
⏰ 4 fasce orarie disponibili (mattina e pomeriggio)

✅ Iscriviti anche a più laboratori tramite il QR code in locandina
Non perdere questa esperienza! 💙

10/06/2026

Questo è il terzo appuntamento con Speed Booking, la rubrica del Master in Editoria, dove vi parliamo di quei libri che ci hanno fatto innamorare e che non potete assolutamente perdervi 📚

Ogni mese, in un minuto (o due).

💬In questo episodio, Serena e Ida parlano de «L’amica geniale» di Elena Ferrante, pubblicato da .

Il Salone del Libro è già un ricordo, ma i libri che abbiamo portato a casa no. 📚Correndo tra un padiglione e l’altro al...
08/06/2026

Il Salone del Libro è già un ricordo, ma i libri che abbiamo portato a casa no. 📚

Correndo tra un padiglione e l’altro al non abbiamo resistito al richiamo dei libri...ecco alcuni dei nostri acquisti durante i giorni di fiera!





editore

In «Vedove di Camus», Elena Rui immagina le voci delle quattro donne che hanno amato Albert Camus e che, il 4 gennaio 19...
03/06/2026

In «Vedove di Camus», Elena Rui immagina le voci delle quattro donne che hanno amato Albert Camus e che, il 4 gennaio 1960, si ritrovano accomunate dalla stessa perdita. Ne nasce un romanzo corale che intreccia biografia e reinvenzione letteraria, restituendo un ritratto umano dello scrittore francese.

Attraverso documenti, memorie e ricostruzioni narrative, Rui riflette sull’amore, sul lutto e sulla complessità dei legami umani, lasciando spazio a prospettive diverse e senza cedere a facili giudizi morali.

Per la rubrica eccoci giunti all’ultimo appuntamento 👉🏻 Michela Staniscia racconta «Vedove di Camus» di , edito da .

31/05/2026

📚 Lina è una bambina di nove anni, diversa dai suoi coetanei, ma, proprio grazie a questa sua diversità, è capace di illuminare il mondo che la circonda. Attorno a lei si muovono altre figure. La madre Elena che, dopo la separazione dal padre della bambina, si ritrova a crescerla tra molte difficoltà insieme al nuovo compagno Max, uno scrittore in crisi, che con la bambina ha un rapporto speciale. Abbiamo poi la nonna di Lina e madre di Elena costretta, a causa di una malattia, a farsi accudire dalla figlia,ma che nel frattempo intrattiene anche una relazione online con un uomo. Infine Carlotta, l’ex compagna di Max, che a una carriera di intervistatrice TV di successo affianca una vita privata fatta di incontri e trasgressioni. Nel finale questi mondi si incontreranno con un esito inaspettato.

📍Per la rubrica , dedicata ai titoli candidati al , esplora il mondo da favola contemporanea di una bambina speciale con «Lina e il sasso» di Mauro Covacich, edito da

«L’invenzione del colore» è un libro di biglietti strappati. Alcuni si conservano perfettamente nonostante uno strappo d...
30/05/2026

«L’invenzione del colore» è un libro di biglietti strappati. Alcuni si conservano perfettamente nonostante uno strappo disattento del bigliettaio, come la relazione tra Christian e il suo alunno Paolo, che si instaura insolitamente e procede con rara armonia e affetto quasi paterno. Altri sono strappati con poca grazia e disattenzione, forse per un’incapacità del bigliettaio di intercettare il segreto desiderio dello spettatore di voler conservare un biglietto intatto, per portare a casa un ricordo di quella serata. Come nella relazione tra Christian e Gadda, la sua compagna, che procede a singhiozzo, oscillando tra momenti di tensione e brevi idilli d’affetto, incomprensione e tentativi di cura reciproca.

L’ultimo tipo di biglietti, invece, viene strappato con cautela, rispettando le linee tratteggiate e cercando di minimizzare i danni, per conservare al meglio quel pezzettino di carta così piccolo ma così prezioso. Quel biglietto per Christian è il ricordo di suo padre, che dopo quindici anni ritorna a tormentarlo. Chi era Raffaele Raimo? Inizia da qui una ricerca spasmodica, uno scavo meticoloso nel passato e nella storia della Technicolor, azienda in cui il padre ha lavorato per quasi tutta la vita. E tramite le voci degli operai che l’hanno conosciuto, i loro figli, le amanti, gli amici, Raimo intesse una storia che è un’inchiesta, ma al tempo stesso anche il diario di una ricerca, un diario pieno di ansie, dubbi, affetto e tenerezza. Il tutto costantemente filtrato dal cinema, che esce dalla Technicolor per allargarsi in un campo totale lungo ogni capitolo: e così film, registi e tecnici diventano quasi i secondi protagonisti del libro, colorandolo di una luce diversa e tutta nuova, proprio come Raffaele Raimo faceva con le sue pellicole.

Per la rubrica dedicata ai titoli candidati al , recensisce «L’invenzione del colore» di Christian Raimo, edito da

“𝑂𝑟𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑒𝑟𝑎 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 𝑎𝑓𝑓𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑚𝑢𝑜𝑣𝑒𝑣𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑛𝑡𝑜, 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑔𝑢𝑖𝑑𝑎𝑣𝑎, 𝑠𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑎...
29/05/2026

“𝑂𝑟𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑒𝑟𝑎 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 𝑎𝑓𝑓𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑚𝑢𝑜𝑣𝑒𝑣𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑛𝑡𝑜, 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑔𝑢𝑖𝑑𝑎𝑣𝑎, 𝑠𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑎 𝑐𝑎𝑠𝑎, 𝑎𝑙 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑓𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑒 𝑛𝑎𝑣𝑖 𝑑𝑖 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑚𝑎𝑟𝑖𝑛𝑎𝑖.”

«Acqua Sporca» racconta la storia di una famiglia: quattro donne, quattro destini e due paesi, lo Sri Lanka e l’Italia. Ma non sono solo i chilometri a tenerle separate. Nadeesha Uyangoda racconta del dolore di chi parte, di chi resta e di chi, infine, sceglie di tornare, muovendosi in quell’intercapedine dolorosa che è la ricerca del proprio posto nel mondo.

Il romanzo narra il trauma dello sradicamento e di come l’identità, quando viene piantata in un terreno instabile, si perda in un dolore sordo a ogni definizione. È in questi frangenti che la narrazione si tinge di realismo magico: il destino non è più una scelta, ma il risultato di ancestrali forze naturali che ci accompagnano lungo la vita.

Grazie a una prosa che culla e ferisce allo stesso tempo, l’autrice descrive le dinamiche tra madri e figlie, le alleanze e le tensioni tra sorelle in cui la sofferenza e il sacrificio diventano la paradossale misura del proprio valore. Annacquato da un oceano di distanze e inquinato dal dolore, il legame famigliare si trasforma: il sangue pare, infine, “acqua sporca”.

Un’opera necessaria e potente, capace di restituire dignità a ogni ferita e di insegnarci che, a volte, l’unica casa possibile è quella che costruiamo dentro le nostre cicatrici.

📚 Per la rubrica dedicata ai titoli candidati al , racconta lo sradicamento con «Acqua Sporca» di Nadeesha Uyangoda, edito da

Ci sono libri che sembrano quasi essere lanterne magiche: proiettano sulla pagina storie bizzarre e quasi surreali, che ...
27/05/2026

Ci sono libri che sembrano quasi essere lanterne magiche: proiettano sulla pagina storie bizzarre e quasi surreali, che finiscono per illuminare gli angoli più intimi della nostra vita. «Storia di un’amicizia» di Ermanno Cavazzoni è uno di questi. Con la sua scrittura bizzarra e ironica, ma al tempo stesso affettuosa e a tratti persino malinconica, l’autore ci trascina nelle vicende di due amici, una coppia insolita composta da Cavazzoni stesso e dallo scrittore Gianni Celati, le cui vicissitudini accadono in un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo. Eppure, dietro il velo della comicità e delle stranezze dei protagonisti, batte un cuore profondamente realistico, che parla a chiunque abbia mai amato un amico.

La forza del libro sta proprio nella sua capacità di far riaffiorare nella mente del lettore il ricordo di quell’amicizia nata durante l’infanzia o l’adolescenza e fatta di complicità assoluta, di progetti strampalati che in quel momento ci sembravano rivoluzionari e di lunghe ore passate a non fare nulla. Ognuno di noi ha un amico come Celati, oppure lo ha avuto, e custodisce gelosamente il ricordo delle avventure condivise e del tempo trascorso con lui. Perché l’amicizia raccontata da Cavazzoni non è idealizzata, né eroica, ma è fatta di noia condivisa, di passeggiate senza una meta precisa, di discussioni senza senso e di piccoli drammi quotidiani: Cavazzoni descrive quell’amicizia “di una vita”, capace di resistere ad ogni scherzo del destino, persino a quelli che la mente ci gioca in tarda età.

«Storia di un’amicizia» è un omaggio universale a quella persona speciale che, nonostante il passare degli anni e la distanza, rimane il custode della nostra parte più autentica. Un libro che fa sorridere, commuovere e che, una volta chiuso, fa ve**re voglia di prendere in mano il telefono e chiamare il nostro “amico di una vita”.

Per la rubrica dedicata ai titoli candidati al grazie a «Storia di un’amicizia» di Ermanno Cavazzoni, edito da , ricorda l’amicizia di una vita che ancora oggi le scalda il cuore.

Continuano le iscrizioni per il corso di formazione e specializzazione in Promozione editoriale: vendere libri a chi ven...
14/01/2026

Continuano le iscrizioni per il corso di formazione e specializzazione in Promozione editoriale: vendere libri a chi vende libri!

Dei tanti lavori “segreti” che accompagnano il libro nel suo cammino verso il lettore, uno dei meno conosciuti è senz’altro quello del 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞.

In collaborazione con PDE e con l’Ateneo di Verona nasce il primo corso universitario post-lauream dedicato alla formazione dei Promotori Editoriali: un percorso innovativo pensato per preparare una figura professionale oggi centrale nella filiera del libro.

Per info e iscrizioni visita il sito 👉 https://mastereditoria.com/

Università degli Studi di Verona

Indirizzo

Via S. Francesco, 22
Verona
37129

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