Censupcom - Centro Superiore delle Comunicazioni -

Censupcom - Centro Superiore delle Comunicazioni - Un luogo di riferimento per coloro che vogliono appropriarsi di una profonda consapevolezza di sé

Il Centro CENSUPCOM opera da oltre venticinque anni nel mondo della formazione professionale, dando eccellenza e risultati di una attività svolta con passione e tanta esperienza. Questo Centro rappresenta sul territorio una realtà piuttosto innovativa. Sia negli ambiti artistici, coi corsi di Laura De Biasi, sia in ambito formativo con i percorsi di Alberto Bonizzato e Laura De Biasi, si trova un

approccio speciale, totalmente incentrato sulla persona. Le attività formative sono esclusivamente individuali per offrire il massimo della cura e del risultato. E' noto che un corso individuale mette in luce la qualità e l'esperienza del docente, in quanto durante l'attività l'utente può sondare e testarne l'effettiva preparazione. Nel lavoro faccia a faccia non ci sono vie di fuga se il docente è impreparato. Le normali realtà di formazione non affrontano corsi individuali proprio per questa ragione. In oltre venticinque anni di attività, le esperienze e le specializzazioni hanno raggiunto livelli importanti, tanto da essere stati apprezzati anche da realtà istituzionali che solitamente non includono formatori privati. A livello formativo gli imprenditori e i professionisti che hanno frequentato i percorsi hanno avuto importanti benefici lavorativi e aziendali nel complesso. I privati invece, hanno potuto superare le difficoltà di cui soffrivano i limiti. Questa scuola si focalizza sulla comunicazione professionale, saper esprimere ed interpretare la complessa realtà della comunicazione umana offre veramente una grande strumentazione in grado di far emergere le vere doti e potenzialità della persona. Il professionista con una scarsa capacità comunicativa e bassa assertività avrà sempre difficoltà ad ottenere le performance che desidera; non potrà esprimere il suo carisma e divenire un leader autorevole. Un individuo consapevole delle sue capacità strumentali del comunicare può ottenere risultati straordinari, a prescindere dal contesto in cui opera.

Il giudizio negativo interiorizzato non è “verità”: è un output automatico, interiorizzato come se fosse un tribunale mo...
08/09/2026

Il giudizio negativo interiorizzato non è “verità”: è un output automatico, interiorizzato come se fosse un tribunale morale. Il punto non è zittirlo o obbedirgli, ma trattarlo come un segnale di un sistema che ha imparato a proteggerti con la svalutazione. Quando lo gestisci senza seguirlo, smetti di confondere interpretazioni e identità: osservi, decodifichi, e scegli. Invece della consolazione, ti serve una lettura meccanicistica—lucida, non consolatoria—che renda il tuo mondo interno maneggiabile.

Quando “bisogni autentici” e “aspettative sociali” entrano in conflitto, la mente non si ribella per magia: si irrigidis...
07/09/2026

Quando “bisogni autentici” e “aspettative sociali” entrano in conflitto, la mente non si ribella per magia: si irrigidisce, calcola, si adatta. Spesso ciò che chiamiamo identità è solo il compromesso migliore che il sistema abbia trovato per evitare sanzioni—non necessariamente per sentirsi vivi. La sofferenza nasce quando la stessa strategia che garantiva appartenenza nel passato continua a essere usata nel presente, anche quando non funziona più. Invece di cercare colpe o qualità personali, conviene decostruire il meccanismo: è lì che si gioca la libertà. personale

La “reattività difensiva” non è un difetto caratteriale: è un protocollo mentale che scatta quando il sistema interpreta...
06/09/2026

La “reattività difensiva” non è un difetto caratteriale: è un protocollo mentale che scatta quando il sistema interpreta certe informazioni come minacce. In questo articolo smonto sei cause tipiche—pattern appresi, gestione dell’ansia, memoria implicita, confini percepiti come fragili, attribuzioni automatiche e attrito relazionale—mostrando come la mente cerchi stabilità con mezzi che, nel tempo, peggiorano i legami. La parte controcorrente? Non chiederti “chi sei quando reagisci”, ma “che funzione sta servendo la reazione”. Perché se la psiche lavora a scopo, si può intervenire sulla funzione, non solo sul giudizio.

Se la mente è un sistema, allora molte “spiegazioni” diventano solo folklore: il futuro dei modelli interpretativi sta n...
06/09/2026

Se la mente è un sistema, allora molte “spiegazioni” diventano solo folklore: il futuro dei modelli interpretativi sta nel trattarla come meccanica funzionale, non come giudizio morale travestito da psicologia. Nell’articolo si smonta l’idea che i sintomi raccontino sempre una verità profonda e lineare, per spostare l’attenzione su modelli che rendono osservabile la funzione che sta dietro la sofferenza. Un cambio di paradigma: meno consolazione, più precisione; meno narrativa, più struttura. Per chi vive a Verona e provincia, gli incontri in presenza nello studio; per chi è in grandi città, lavoro online da remoto anche da casa.

La differenza tra “modello emozionale” e “approccio moralistico” non è solo semantica: cambia il modo in cui la mente vi...
05/09/2026

La differenza tra “modello emozionale” e “approccio moralistico” non è solo semantica: cambia il modo in cui la mente viene interpretata. Uno legge l’emozione come segnale funzionale e prevedibile; l’altro la trasforma in colpa, difetto o giudizio sul carattere. Quando cerchi responsabilità, meriti una spiegazione meccanica, non un tribunale interiore. E se i tuoi schemi emotivi si ripetono, forse non serve moralizzare: serve decodificare.

Perché “temere il giudizio” non è solo un’emozione: è un circuito. Il tuo sistema, per proteggerti, trasforma l’osservaz...
05/09/2026

Perché “temere il giudizio” non è solo un’emozione: è un circuito. Il tuo sistema, per proteggerti, trasforma l’osservazione altrui in un verdetto morale—e così rimani intrappolato in una lettura prestabilita del mondo. In questo articolo smonto l’illusione di essere “valutato”, per guardare invece a come mente e relazioni producono (meccanicamente) ansia, evitamento e compiacenza. Ne esce una comprensione più lucida: non consolatoria, ma funzionale. altrui

Indirizzo

Via Cantarane 57
Verona
37129

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 21:00
Martedì 10:00 - 21:00
Mercoledì 10:00 - 21:00
Venerdì 10:00 - 20:00
Sabato 10:00 - 13:00
Domenica 10:00 - 13:00

Telefono

+390458036951

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