Le neuroscienze, di matrice prettamente chimico-fisica, studiano anatomia, biologia molecolare, biochimica, fisiologia, farmacologia, genetica, immunologia e patologia del sistema nervoso centrale, di quello periferico e di quello autonomo. I grandi sviluppi nelle neuroscienze cognitive si legano a quelli dell'ingegneria informatica, capace di produrre oggi macchine sempre più efficienti, di dimen
sioni ridotte e a prezzi accessibili. Oggi infatti molti istituti di ricerca nel mondo sono in grado di procurarsi tali macchine, conducendo ricerche sempre più sofisticate e potendo simulare in reti di neuroni artificiali (frutto della modellizzazione connessionista) attività cognitive (quantomeno computazionali) assai simili a quelle umane. Insieme a questo tipo di ricerca la neuroscienza cognitiva ha potuto estendere l'indagine diretta sul cervello umano per mezzo di due strumenti potenti e dai risultati sorprendenti: la tomografia ad emissione di positroni (PET) e la risonanza magnetica per la visualizzazione funzionale (FMRI). La rivoluzionaria importanza di questi strumenti rispetto alle precedenti metodologie fisiologiche sta nel fatto che rendono possibile indagare il cervello umano o animale nella sua assoluta integrità, senza alcuna invasività e senza alcuna interferenza con le normali funzioni cerebrali.